martedì 18 dicembre 2018

Commissione Bilancio del Senato e Anticorruzione alla Camera


Manovra - Si riunisce questa mattina (ore 9) la Commissione Bilancio del Senato. Non si sa se avrà qualcosa da discutere o dovrà ancora attendere l'accordo di Bruxelles tra governo italiano e Commissione Ue e il conseguente "maxiemendamento" che cambierà completamente il testo approvato alla Camera. Situazione surreale: l'accordo è a portata di mano, ma è anche a portata di mano la procedura d'infrazione che potrebbe essere messa all''odg della Commissione Ue mercoledì 19. Il governo italiano ha rifatto i conti e ha mandato una proposta (due miliardi di tagli a testa per reddito di cittadinanza e pensione a quota 100) più qualche altro miliardo (3/3,5) recuperato nelle pieghe del bilancio. Basterà? Allo stato si continua a trattare ma non c'è ancora intesa. Oggi dovrebbe essere la giornata decisiva.


Fiducia sul ddl Anticorruzione - Torna oggi alla Camera il disegno di legge Anticorruzione (il titolo completo è: "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici"). La Camera l'aveva già approvato ma dentro c'era una norma che derubricava certi casi di peculato a abuso d'ufficio. La norma aveva provocato un durissimo scontro tra Lega e M5S. Questa volta ha ceduto Salvini e il ddl è stato modificato al Senato. Ora torna a Montecitorio e, insieme, arriverà la settima fiducia del governo Conte che ha già superato Renzi e Letta per numero di fiducie poste e si avvicina a Gentiloni.

(Fonte LaPresse)

lunedì 17 dicembre 2018

Matteo Renzi | "Firenze secondo me" è un flop


La prima puntata andata in onda su Canale Nove ha raccolto solo 367mila spettatori e da Milano Matteo Salvini ironizza...

Matteo Renzi incassa una netta bocciatura con il suo documentario "Firenze secondo me", che al debutto, sabato sera su Canale Nove si è fermato all'1,8 per cento di share. Secondo i dati Auditel l'ex segretario del Pd, nei panni di guida turistica della sua città, ha raccolto appena 367mila spettatori. Matteo Salvini non perde l'occasione per ironizzare: "Ha vinto anche la replica della Signora in giallo...".

Il documentario dell'ex premier, un viaggio attraverso luoghi simbolo con il racconto degli avvenimenti storici che hanno segnato l'ascesa della città, spaziando da Palazzo Vecchio al cuore degli Uffizi , dal corridoio del Vasari alla Basilica di Santa Croce, da Palazzo Pitti al Giardino di Boboli, insomma non ha convinto e si aggiudica il titolo di trasmissione meno vista delle principali in programma in palinsesto.

Aprendo il suo intervento alla scuola di formazione politica della Lega a Milano, Matteo Salvini non risparmia l'ironia e riferendosi al documentario dell'ex premier Matteo Renzi ha detto: "Basta con gli applausi, che poi mi monto la testa, poi finisco a fare documentari su Milano che fanno l'1,8% di share. Ha vinto anche la replica della Signora in giallo".

Seguiranno altri tre episodi per attraversare tutte le fasi della grandezza di Firenze. Renzi non batte ciglio e sui social ringrazia quei pochi che l'hanno seguito: "Buongiorno a tutti, grazie per i vostri messaggi! Sono in Cina per qualche ora, rientro domani per la legge di bilancio: non sono riuscito a rispondervi in tempo reale. Su #FirenzeSecondoMe grazie a tutti per i commenti, grazie davvero".

E ancora: "Firenze emoziona sempre e sono felice se sono riuscito ad accompagnarvi davanti al mistero di questa città. Sabato prossimo: i piccoli bambini degli Innocenti, la congiura dei Pazzi, la grande forza di Brunelleschi che rischia contro tutto e contro tutti, le porte del Paradiso". Infine chiude le porte ad un bis con un format simile in altre città italiane: "La proposta più bella e quella di chi suggerisce di fare anche una MilanoSecondoMe, una RomaSecondoMe, una NapoliSecondoMe. Sarebbe bellissimo, ovviamente condotti da personaggi che hanno una relazione speciale con queste città".

(Fonte TGCom24)

CONTE | Trovate le coperture, accordo sull'Ecotassa


Raggiunta l'intesa nell'incontro notturno a Palazzo Chigi. Trovate coperture per altri 3/3,5 miliardi che dovrebbero soddisfare l'Unione europea. Solo auto di lusso e Suv pagheranno l'Ecotassa, bonus fino a 6.000 euro per chi acquista auto elettriche o ibride
Il vertice di governo allargato (Conte, Di Maio, Salvini, Tria, Garavaglia e Castelli) trova a tarda sera le coperture che dovrebbero servire a soddisfare le richieste dell'Unione Europea e evitare la partenza della procedura d'infrazione. Dentro alla nuova manovra ci sarebbero anche l'Ecotassa (solo per le auto di lusso) e il taglio alle pensioni d'oro oltre ai soldi per chiudere le buche di Roma. Intorno alla mezzanotte, Conte, Salvini e Di Maio sono usciti sorridenti da Palazzo Chigi e fonti della Presidenza del Consiglio hanno fatto sapere che l'intesa era stata raggiunta. Pare non senza tensioni e difficoltà tanto che, a un certo punto, erano circolate voci su minacce di dimissioni da parte del premier.

Il governo, dunque, avrebbe trovato la famosa "quadra" che permetterebbe ai tecnici di Tria di scrivere un maxiemendamento (che dovrebbe arrivare domani (martedì) in aula al Senato e prendere, contemporaneamente, la strada di Bruxelles per ricevere il "via libera" di Juncker e della Commissione europea. Nella nuova manovra ci sarebbero ulteriori coperture per un totale di 3/3,5 miliardi sufficienti a portare il rapporto deficit/pil a un reale 2,04%. Nei giorni scorsi, infatti, Juncker, preso atto della volontà del governo italiano di scendere verso quella percentuale, aveva anche però sottolineato con decisione che il 2,04%, così, non sarebbe stato reale e che, per considerarlo effettivo ci volevano tagli ulteriori per circa tre miliardi. In sostanza, tra il governo italiano e la Ue sarebbe stato raggiunta un'intesa per cui l'Unione Europea avrebbe accettato un "nominale" 2,04% (sotto il quale Salvini e Di Maio non volevano assolutamente scendere) che, però, era costruito con un taglio complessivo dello 0,6%. Secondo la Ue, data la previsione troppo alta della crescita (+1,5% nel 2019), il dato di partenza reale era il 2,6% e non il 2,4%.Di qui la richiesta di un nuovo taglio per, appunto 3/3,5 miliardi. Su questo hanno lavorato i tecnici del Mef e sembra appunto che nelle pieghe del bilancio, questi soldi siano stati trovati. Come? Lo sapremo meglio oggi. Si sa che, ad esempio, un altro miliardo circa sia uscito dalla slittamento a marzo della partenza del reddito di cittadinanza. Non è chiaro quali siano state le sforbiciate a quota 100 la cui platea, potrebbe essere stata ulteriormente ristretta.
Ma sul tavolo del vertice c'erano anche altri temi di forte frizione tra Lega e M5S. che sono stati affrontati (non senza tensioni) e, pare, risolti. Eccoli
Ecotassa -  Soltanto chi acquista un'auto di lusso o un Suv di grossa cilindrata  pagherà l'ecotassa. Per le auto a basso impatto ambientale (elettriche e ibride) ci sarà un bonus fino a 6.000 euro. Niente ecotassa, dunque, sulle utilitarie e le auto più piccole indipendentemente dal livello di inquinamento.
Bonus cultura - Passa una linea più restrittiva che sembra partire dal concetto che musica e film non sono cultura ma "divertimento". Il bonus cultura, a contributo invariato, sarà finanziato solo per acquistare eBook e libri, non per i concerti e i cinema. 
Pensionio d'oro - Il taglio alle pensioni d'oro resta nella finanziaria: dovrebbe riguardare le circa 40 mila pensioni sopra i 90mila euro lordi con contributi crescenti per le cifre superiori. Finanzierà l'opzione donne di quota 100.  Al vertice di governo a palazzo Chigi sulla manovra accordo anche sulla riduzione delle tariffe Inail per le imprese.
Buche di Roma - Trovati anche i soldi (chiesti a gran voce da M5S) per le buche di Roma e metro. 

(Fonte LaPresse)

domenica 16 dicembre 2018

NOICÀTTARO | il Teatro più piccolo al Mondo (VIDEO)


RAI 1 ha raccontato una storia bellissima. 
La storia di un Teatro all'italiana, il più piccolo al Mondo, che presto sarà aperto al pubblico e restituito ai nojani
Siamo entusiasti ed emozionati anche perché questo piccolo gioiello sta incuriosendo proprio TUTTI Stiamo lavorando per connettere questa nostra realtà culturale con il resto del mondo
Ma non voglio rivelare tutto in questo post.
A breve saranno comunicate altre importanti iniziative che permetteranno alla nostra Noicàttaro di divenire un importante polo attrattivo pugliese.

Siamo entusiasti ed emozionati anche perché questo piccolo gioiello sta incuriosendo proprio TUTTI! Stiamo lavorando per connettere questa nostra realtà culturale con il resto del mondo!
Ma non voglio rivelare tutto in questo post.
A breve saranno comunicate altre importanti iniziative che permetteranno alla nostra Noicàttaro di divenire un importante polo attrattivo pugliese.

Siamo sempre più orgogliosi di rappresentare la nostra comunità. Vogliamo tramutare i sogni dei tanti, in obiettivi conseguiti, affinché il popolo nojano smetta di desiderare quello che gli spetta per meriti acquisiti e storiche tradizioni.
Noicàttaro cresce!

(Raimondo Innamorato 
Sindaco M5S Noicàttaro)







sabato 15 dicembre 2018

Manovra Conte | Ultimi dettagli della trattativa (VIDEO)


Il premier ribadisce: "Sotto il 2,04% non si scende". E blinda sia l'anticipo pensionistico che il reddito di cittadinanza: "Nessun arretramento, verranno realizzate 
come sono state concepite, programmate e annunciate"
L'Italia "non è con il cappello in mano", il 2,4% non è mai stato "un totem o una sfida all'Europa" ma "la somma che ci poteva garantire di non tradire la fiducia dei cittadini". Al termine della due giorni di Bruxelles, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rimane "positivo" sull'esito della trattativa per evitare la procedura di infrazione, che "va a oltranza, anche nelle ore notturne", ma soprattutto ci tiene a difendere la credibilità del Paese e del suo governo.
Il cambio di rotta da quel 2,4 al 2,04% è stato inevitabilmente accolto con qualche sorrisetto dell'opposizione e brontolio dei sostenitori. Ma per il premier "non abbiamo nulla di cui scusarci anzi abbiamo dimostrato una visione strategica, abbiamo intercettato una sensibilità sociale diffusa in Europa e stiamo rispondendo alle urgenze avvertite dai cittadini, anche in altri Paesi". Nel momento in cui si sono liberate altre risorse con le nuove relazioni tecniche su quota 100 e reddito di cittadinanza, ribadisce il premier, si è potuto rivedere il deficit ed elaborare la seconda proposta, su cui "non ho dovuto convincere
né Di Maio né Salvini". Insomma "quest'ultimo passaggio non è frutto di un ripensamento ma di un percorso ben costruito".



Ma più di quel 2,04%, avverte, non si scende. "Non abbiamo un margine di negoziazione come si fa al mercato. L'Italia", ribadisce Conte, "è qui a testa alta, con un atteggiamento coerente, ne va della credibilità del Paese. Se dovessimo scendere da quei saldi e si trattasse di scegliere a sorte la platea delle non lo faremmo mai". E dunque "il negoziato adesso è affidato alle strutture tecniche, per quanto riguarda noi il discorso è ben chiaro il saldo è quello, è lì che si può costruire qualche tecnicalità non abbiamo altri margini". Non a caso con Conte lascia Bruxelles anche il ministro dell'EconomiaGiovanni Tria, non prima di aver incontrato nuovamente il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici e il vicepresidente Valdis Dombrovskis, in un clima che è stato definito ancora una volta "positivo".
Al lavoro, dunque, rimane lo staff del Mef e quello della commissione, impegnati sui dettagli del negoziato. L'Italia conta di abbassare il deficit strutturale già il prossimo anno - così come chiedeva l'Ue - grazie alla flessibilità sui due piani presentati dal governo, uno sul dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza dei territori, e uno sulla giustizia civile. Resta il nodo dei capitoli di spesa della manovra, in particolare di quello relativo a quota 100 su cui è stata sollevata più di una perplessità. Ma il premier ancora venerdì ha blindato sia l'anticipo pensionistico che il reddito di cittadinanza, "nessun arretramento, verranno realizzate come sono state concepite, programmate e annunciate". Sa bene infatti che Matteo Salvini e il suo Carroccio non ammettono che la propria misura bandiera venga sacrificata nella trattativa con Bruxelles. E non è un caso che il Capitano da quando è iniziata la trasferta comunitaria di premier e ministro abbia scelto una posizione stranamente defilata.
Si fa sentire il sottosegretario Giancarlo Giorgetti: "Purtroppo il programma elettorale dei 5 stelle al Sud ha registrato larghi consensi probabilmente anche perché era previsto il reddito di cittadinanza - è l'attacco - credo che abbia orientato pochissimi elettori della mie zone. Magari è l'Italia che non ci piace ma con cui dobbiamo confrontarci e governare". Parole che mostrano l'ennesimo momento di insofferenza della maggioranza. E a cui Di Maio risponde a stretto giro: "A noi l'Italia piace tutta". Insorge anche il capogruppo pentastellato al Senato Stefano Patuanelli: "Rispetti chi ha votato M5s".
Su reddito e pensioni il governo è al lavoro, le norme dovrebbero arrivare tra Natale e Capodanno. Prima c'è la manovra: il lavoro della commissione al Senato, in attesa delle trattative con l'Ue, viaggia a rilento. Tanto che lo stesso premier è costretto ad ammettere che il maxiemendamento con le modifiche del governo arriverà presumibilmente solo in Aula, dove il testo è atteso martedì prossimo: "Stiamo mettendo a punto gli interventi, ci sarebbe piaciuto farli già in commissione, temo arriveremo tardi. Questo ci dispiace - assicura - perché ci sarebbe piaciuta la più ampia dialettica, il più ampio contradditorio. Se saremo costretti ad arrivare in aula non sarà per scelta nostra".

(Fonte LaPresse di ANTONELLA SCUTIERO)

Giorgio Fede (M5S Senato) Missioni internazionali in corso


Ieri sono stato relatore di una deliberazione del Consiglio dei Ministri nella riunione congiunta Difesa ed Esteri.
Ho proposto alle commissioni due delibere in materia di missioni internazionali. 
Il Governo intende infatti mantenere tutti gli impegni presi nei mesi precedenti, anche se ha avviato una giusta riflessione che potrà condurre ad un'attenta rivalutazione della presenza italiana nelle missioni internazionali.
L'ultimo scorcio del 2018 infatti fa affidamento a una conseguenza dell'impianto previsto dal governo precedente, ma introduce già degli elementi di novità che rispondono a una determinata stategia che nel 2019 verrà sviluppata concretamente.

Con le mie parole ho voluto giustamente sottolinare che la partecipazione alle missioni internazionali, e gli interventi di sostegno dei processi di pace e stabilizzazione, rivestono una particolare importanza nel contesto della nostra politica estera.

(Giorgio Fede M5S Senato)

Giulia Grillo | È ora di rimettere al centro l'interesse dei cittadini


Abbiamo finalmente abolito la norma del doppio incarico Governatore-Commissario per i presidenti di Regione
Una stortura che era stata un cavallo di battaglia del Governo Renzi per permettere ai suoi amici di mettere le mani sulla salute dei cittadini.
Oggi restituiamo la sanità ai legittimi proprietari che siete voi. Per risanare i bilanci sanitari di una regione o rimettere in piedi servizi carenti (se non assenti!) servono tecnici capaci, indipendenti e senza interessi “particolari”. In questo lavoro, i Commissari sono affiancati dallo Stato prima ancora che dall'autorità politica che rappresento. Questo perché, a prescindere da chi governa, c’è sempre l’articolo 32 della Costituzione che deve essere pienamente attuato.
È ora di rimettere al centro l'interesse dei cittadini garantendo loro il diritto alla salute. Cari commissari-presidenti, la sanità non è dei governatori, né dei ministri, né dei commissari. La sanità è patrimonio di tutti.
Via le logiche della vecchia politica. Se ne facciano una ragione certi politici: la Sanità non sarà più il loro giocattolo. Fatelo sapere a tutti, abbiamo ottenuto una vittoria storica.

(Giulia Grillo Ministro della Salute)


giovedì 13 dicembre 2018

Due fiducie in un giorno | Decreto Fiscale e Anticorruzione


Fiducia - Due fiducie in un giorno. Alla Camera, verso le 11 e 30 si vota per il decreto fiscale (decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria). Intorno alle 9,30, al Senato, cominceranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sul ddl anticorruzione già approvato dalla Camera.

Quasi tutti gli ultimi provvedimenti importanti del governo (che, ricordiamo ha un'ampia maggioranza), sono passati con la fiducia: dal decreto sicurezza a quello su Genova allo stesso Bilancio (in prima lettura) alla Camera. Il problema, infatti, sono i tempi: la maggioranza sta cercando di sgomberare il terreno dai provvedimenti più importanti sul tavolo per lasciare il campo libero alla manovra finanziaria che va approvata entro la fine dell'anno, pena l'esercizio provvisorio.

(Fonte LaPresse)


Si tratta a oltranza, tra Roma e Bruxelles (VIDEO)


Manovra - Si tratta a oltranza, tra Roma e Bruxelles sulla proposta di accordo che il premier Giuseppe Conte ha sottoposto ieri al presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, al suo vice Dombrowski e al Commissario agli Affari economici, Moscovici. 


Conte ha finalmente svelato il dato del rapporto deficit/pil messo in manovra che scende al 2,04% dal 2,4. Il ministro Tria ha spiegato, che rifacendo i conti, a stime riviste, si può scendere a quella cifra. E Conte, prima di rientrare in Italia per incontrare (ieri a tarda sera) Salvini e Di Maio ha detto che la bozza italiana è stata giudicata "significativa e importante" dalla Commissione e che nella manovra restano a pieno regime "quota 100" e reddito di cittadinanza. Tria è rimasto a Bruxelles e, tra oggi e domani, Conte tornerà in Belgio per provare a chiudere utilmente la trattativa. Al Senato, alle 14 scatta il termine ultimo per presentare gli emendamenti. Quello grosso, probabilmente, arriverà più in là in aula.

(Fonte LaPresse)

E' caccia all'uomo in tutta Europa per catturare Cherif Chekatt


Strasburgo - E' caccia all'uomo in tutta Europa per catturare Cherif Chekatt, autore dell'attacco di ieri sera a Strasbutrgo che ha fatto 3 morti e 13 feriti. Il 29enne, pluripregiudicato per reati vari, nativo di Strasburgo e di origini marocchine, è ricercato sia in Germania che in Svizzera dove, in passato, si era fatto notare per furti e rapine.
Ormai è chiaro che Cheriff si è radicalizzato in carcere e che la matrice terroristica (da vedere se si tratta di un lupo solitario o se, dietro di lui, c'è una qualche organizzazione) sembra quasi certa. La caccia all'uomo sta impegnando circa 700 poliziotti. Tra i feriti, almeno sette sono molto gravi. Tra loro, il giovane giornalista radiofonico Antonio Megalizzi, di Rovereto. Antonio, allo stato, non è operabile.

(Fonte LaPresse)

mercoledì 12 dicembre 2018

Giuseppe Conte e Giovanni Tria partono per Bruxelles


Manovra - Giuseppe Conte e Giovanni Tria partono per Bruxelles dove incontrano Juncker. Comincia la fase decisiva per la manovra di bilancio italiana. Sul tavolo, una domanda drammatica: come evitare la procedura d'infrazione contro l'Italia? Il ministro dell'Economia ha detto che lui ridurrebbe il deficit ma che la decisione sul come spetta alla politica. Ridurre gli stanziamenti per quota 100 e reddito di cittadinanza? Sì, ma come? Si parla di un rinvio temporale di qualche mese del reddito di cittadinanza e di mandare in pensione prima quelli di quota 100 rinviando al 2020 i pensionandi di "quota 104".


Ma Lega e M5S non ci stanno. La questione si fa sempre più delicata e i tempi sempre più stretti. Conte, in assenza di un accordo nel governo, potrebbe chiedere uno slittamento fino al 19. Salvini e Di Maio chiedono che la Ue non usi due pesi e due misure tra Italia e Francia, ma il bilancio francese arriverà a primavera. 

(FonteLaPresse)

martedì 11 dicembre 2018

L’attentatore è stato identificato ma è ancora in fuga (VIDEO)


La zona intorno al centro storico è stata blindata ed evacuata. Le prime informazioni ufficiali comunicate dalla Prefettura parlano anche di dieci feriti. Il Comune invita la cittadinanza a restare chiusa dentro casa
Un uomo ha aperto il fuoco ai mercatini di Natale a Strasburgo vicino alla centrale Place Kleber. La polizia riferisce che ci sono due morti e undici feriti gravi. La zona intorno al centro storico è stata blindata ed evacuata. L’autore della sparatoria è stato identificato ma è ancora in fuga, come confermano polizia e il sindaco di Strasburgo, Roland Ries. Operazione della polizia francese in corso a Neudorf, quartiere di Strasburgo, con colpi di arma da fuoco e urla sentiti in zona, in rue d’Epinal. Lo riferisce il sito Dna.fr. Il presunto attentatore di Strasburgo era già stato identificato come elemento ‘radicalizzato‘: lo rende noto il sito Nouvelles d’Alsace, spiegando che il suo dossier era segnato con la ‘S‘ che indica, appunto, i radicalizzati islamici. La fonte dice a Nda che l’uomo era rimasto ferito in passato nel corso di un conflitto a fuoco con i militari dell’operazione antiterrorismo Sentinelle.

Sette o otto colpi” esplosi e “due persone a terra”, riferisce un testimone italiano. “La gente fuggiva” e la polizia invitava i presenti ad allontanarsi, racconta. Gli agenti correvano in un’unica direzione, presumibilmente per rincorrere la persona che aveva aperto il fuoco. 


Il Comune di Strasburgo invita la cittadinanza a restare chiusa dentro casa, confermando la sparatoria in centro città. Secondo testimoni citati da FranceNews24, l’uomo armato avrebbe sparato contro dei militari, che avrebbero risposto al fuoco. Diversi testimoni riferiscono anche di controlli al confine franco tedesco all’uscita della città sulle vetture in entrambi i sensi di marcia. “I nostri servizi di sicurezza e di soccorso sono mobilitati”: è quanto scrive il ministro francese dell’Interno,Christophe Castaner.
“Ho dato ordine di chiudere il Parlamento europeo, nessuno può entrare e nessuno può uscire. L’attentato è stato a 3 km da qui, in centro”. Lo ha detto in una diretta Twitter dal suo ufficio a Strasburgo il presidente dell’Assemblea, Antonio Tajani che, al telefono con l’Ansa, parla di “diversi morti”.
Le testimonianze – Gli ingressi al centro sono stati transennati e le forse dell’ordine della sicurezza bloccano macchine e pedoni. Cedric racconta all’Ansa di aver sentito nettamente i colpi vicino a piazza Kleber e di aver trovato rifugio in un bar. “Ho sentito colpi di pistola e poi di armi automatiche, probabilmente quelli delle forze dell’ordine, poi c’è stato un movimento di folla e io mi sono messo a correre e sono entrato in un bar”. Florent invece dice di non aver sentito gli spari ma di aver comunque vissuto una situazione “inquietante: eravamo in un locale, all’improvviso ci hanno fatto tutti scendere al piano di sotto, dove saremmo stati più al sicuro”.
Gli europarlamentari italiani – “Ho visto due persone, probabilmente due donne, a terra raggiunte dai colpi di arma da fuoco. Siamo fuggiti via, di corsa. Abbiamo trovato riparo nel cortile di un palazzo, ci hanno aperto il portone, siamo rimasti lì a lungo prima che due ragazzi ci aprissero la porta del loro appartamento”. Così Marco Affronte, europarlamentare dei Verdi, ex M5S, racconta all’Adnkronos i suoi momenti di paura durante gli spari al mercatino di Natale di Strasburgo. “C’è un morto davanti a me“. E’ il racconto fatto all’Adnkronos dal parlamentare europeo Giovanni La Via, bloccato in un ristorante di Strasburgo. “Mi trovo a Pont Saint Martin – spiega l’eurodeputato – bloccato in un ristorante dalla polizia. Hanno portato qui una vittima, è un uomo. Gli avevano sparato, hanno tentato invano di rianimarlo, ma è morto”. “Siamo da più di un’ora sotto al tavolo di un ristorante al buio. Fuori vediamo le luci della volante della polizia. Non so dirvi altro, per il momento”, scrive su twitter l’europarlamentare Pd Simona Bonafè.

I PRECEDENTI
Il mercatino di Strasburgo è finito più di una volta nel mirino dei terroristi. L’ultima nel novembre 2016, quando sette persone vennero fermate dalle forze speciali francesi prima che mettessero a segno un attentato. Nel maggio 2014, nella città venne smantellata una rete jihadista: si trattava anche in questo caso di sette persone che, si scoprì, erano state in Siria tra il dicembre 2013 e l’aprile 2014, e che vennero poi condannate a pene comprese tra i 6 e i 9 anni di carcere. Tra loro anche Karim Mohamed-Aggad, il cui fratello Foued venne successivamente identificato come uno dei kamikaze del Bataclan.


Il mercato di Natale era già stato individuato come bersaglio di un progetto di attentato nel 2000: quattro algerini, poi condannati a pene tra i dieci e i dodici anni dal tribunale di Francoforte, avevano progettato di piazzare una bomba alla vigilia del Capodanno 2001 davanti alla Cattedrale, ma la strage fu evitata grazie alle informazioni fornite dai servizi segreti tedeschi. Nel ‘covo’ furono trovati armi ed esplosivi ed un video del mercato nel quale si dichiarava che vi si recavano nemici di Dio che sarebbero stati spediti all’Inferno.

(Fonte ilFattoQuotidiano)

E' chiara la divisione interna del PD


VERGOGNOSO !!! 
In consiglio regionale il PD non vuole parlare di sanità !! Per la terza volta si sono votati, a colpi di maggioranza, il rinvio delle mozioni (ben 6) che trattano di sanità, senza contare il tentativo di non calendarizzarle nella seduta odierna, sventato da una nostra richiesta formale a suon di regolamento.


E' chiara la divisione interna del PD, che irrimediabilmente lo paralizza. 
Nel frattempo i servizi sanitari continuano a diradarsi sui territori, soprattutto dell'entroterra. 
Ora, poichè le prossime sedute sono dedicate al bilancio, la discussione sull'imminente Piano socio sanitario è rinviata a metà gennaio. 
Questa giunta non è in grado di governare la nostra regione, mancano 18 mesi alla fine di questo calvario, liberiamocene !!

(Piergiorgio Fabbri M5S Marche)

Non corro alle Primarie ma non vado in pensione


Ma per quanto riguarda il passato, i rimpianti non mancano: "Dovevo usare il lanciafiamme"
Il tris non ci sarà. Matteo Renzi non correrà per guidare il Pd. È lui stesso, al termine dell'ennesima giornata in cui roventi sono le linee telefoniche dei suoi, a fare chiarezza. "'Candidati al congresso', mi hanno scritto in tanti. Grazie del pensiero, ma non lo farò - scrive in un post "personale" sui social - Ho vinto due volte le primarie con il 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra dall'interno. Mi sentirei come Charlie Brown con Lucy che gli rimette il pallone davanti per toglierlo all'ultimo istante. Non mi ricandido per la terza volta per rifare lo stesso - sentenzia - . Chiunque vincerà il congresso avrà il mio rispetto e non il logorio interno che ho ricevuto io".
Il passato, in realtà, è tutt'altro che archiviato. C'è un "errore" che Renzi non si perdona: "è stato non ribaltare il partito. Non entrarci con il lanciafiamme come ci eravamo detti - scrive ai destinatari della enews - . In alcuni casi il PD ha funzionato, in altre zone è rimasto un partito di correnti. Ritengo che le correnti siano il male del partito.


'Charlie Brown', comunque, resta in campo. Renzi rivendica la " gigantesca battaglia contro la cialtroneria di chi ci governa", messa in campo tutti i giorni in Parlamento, sui social, sui media (domani sarà nel salotto Tv di Porta a porta). Non è tutto, però. Nel 2019 il 'senatore semplice di Scandicci' sarà di nuovo in giro per l'Italia. "A fine gennaio uscirà un mio libro, per Marsilio, e girerò tutto il Paese, specie i piccoli borghi di provincia, per parlare e per ascoltare. Come ai vecchi tempi", annuncia. Poi un nuovo progetto: una WebTV alla quale sta lavorando "da mesi" per "non lasciare la rete in mano alle Fake News". E avanti anche con i comitati civici 'Ritorno al futuro' e con il "meraviglioso popolo" della Leopolda. "Io continuo a combattere: non corro per il congresso ma non vado in pensione - scrive avvertendo avversari e 'compagni' - resto in campo, sorridente e tenace. Perché il tempo è galantuomo. E io ci credo davvero".
Era quello che i renziani, smarriti, aspettavano. Una parola sul futuro, un segnale del leader. L'ex segretario, in realtà, non fa chiarezza fino in fondo. Nel lungo post non mette nero su bianco che la sua battaglia contro la "cialtroneria" gialloverde la combatterà da dentro il Pd, ma a chi - come Carlo Calenda - scalpita per sapere quale sarà la strategia dem alle Europee, l'ex premier si limita a dire che spetterà al nuovo segretario indicare la rotta. Il fatto che Renzi non abbia affatto intenzione di ritirarsi, comunque, alle 'truppe' basta. Nella giornata di martedì 11 dicembre decideranno come schierarsi al congresso. L'appuntamento è fissato alle 13. Luca Lotti e Lorenzo Guerini, in contatto costante in questi giorni, hanno convocato con un breve sms "i parlamentari che avevano dato disponibilità per la mozione Minniti". Ad oggi, due le ipotesi in campo: "O andiamo avanti con una candidatura nostra, identitaria, e testimoniamo la nostra posizione dentro il congresso, o altrimenti - viene spiegato - mettiamo su una squadra che affianchi quella già in campo a sostegno di Maurizio Martina".


In ogni caso trovare un nome spendibile, in queste ore, non sembra cosa semplice. Lorenzo Guerini ha ribadito il suo no. Per motivi di "sensibilità istituzionale", dal momento che siede sulla poltrona di presidente del Copasir. "Capisco che non sia di moda - ha confidato a chi lo voleva della partita - Sono di una vecchia scuola, se uno ha un ruolo istituzionale di garanzia non può essere candidato alla guida di un partito". E se negli scorsi giorni era circolato il nome del sindaco di Pesaro, adesso anche Matteo Ricci si chiama fuori. In pole ci sarebbe Teresa Bellanova: la passionaria renziana ha dalla sua il fatto di essere donna e avere una chiara matrice identitaria. Nicola Zingaretti aspetta. I sondaggi lo danno in testa col 41%, Renzi era dato secondo con il 31%, mentre Maurizio Martina è al 28%. "Insieme ai renziani - azzardano nell'entourage di quest'ultimo - possiamo ancora farcela".

(Fonte LaPresse)

lunedì 10 dicembre 2018

E' tutto merito della Raggi


Una storia di giustizia, l’ennesima vittoria per i cittadini onesti. 
A Tor Bella Monaca una mamma, un papà e i loro due bambini hanno mosso i primi passi nella casa popolare a cui hanno diritto.
Abbiamo riacquisito giovedì scorso un alloggio capitolino che era stato occupato abusivamente da un uomo di 27 anni, appartenente ad una nota famiglia sinti. Lo stesso giorno, alla famiglia legittima assegnataria sono state consegnate le chiavi dell’alloggio.
Voglio ringraziare gli agenti della Polizia Locale per aver portato a termine l’operazione, insieme ai dipendenti del Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale, che con impegno e determinazione portano avanti un costante ed indispensabile lavoro per la nostra città.

Difendiamo i diritti delle famiglie che attendono da anni in graduatoria la casa popolare, mettendo fine a soprusi e alla malagestione di decenni. Auguro ogni bene a questa famiglia come alle altre centinaia che, grazie alla velocizzazione delle assegnazioni, quest’anno passeranno il primo Natale nella casa popolare a cui hanno diritto.

(Virginia Raggi)

Legge di Bilancio dalla Camera oggi arriva in Commissione al Senato


Manovra - Oggi pomeriggio, la legge di bilancio approvata sabato alla Camera, arriva in Commissione al Senato. Di fatto, è una "non legge" nel senso che tutti sanno che andrà cambiata in alcuni aspetti fondamentali: in particolare nelle cifre che, tra entrate e uscite, portano a un rapporto deficit/pil del 2,4% considerato inaccettabile dalla Ue.

Ma tra Salvini e Di Maio non c'è intesa su cosa e come tagliare. E oggi ci sarà un altro vertice con Conte e Tria. Ma da due settimane si gira intorno allo stesso problema: o si tagliano le risorse per le pensioni e per il reddito di cittadinanza, o si trovano nuove entrate. Ma nessuno vuole tagliare e tantomeno mettere nuove tasse. Lo stallo, così, è inevitabile. Con Bruxelles l'Italia avrà una e una sola possibilità. Conte dovrebbe vedere Junker il 13 o il 14, o ci sarà accordo o sarà salto nel buio.

venerdì 7 dicembre 2018

LA FACCIA TOSTA DI LADY ETRURIA


No, cara Boschi. A pagare l’incapacità di qualcuno, il governo del PD che ha governato l’Italia fino a pochi mesi fa purtroppo, sono stati tutti i cittadini italiani truffati dalle banche come quella del tuo papà. Te la ricordi? Hai provato a salvarla più volte, usando la tua posizione e il tuo ruolo da ministra.
Non solo, hai concepito anche una riforma costituzionale bocciata in ogni parte d’Italia senza mezze misure, ma la bocciatura era per te e per il tuo socio in affari Renzi oltre che per una riforma che serviva a dare ancora più potere alla vostra casta. Il prezzo che questo Paese paga per l’incapacità del tuo PD è alto, si.
“Le famiglie italiane hanno perso i propri risparmi”   


Il MoVimento 5 Stelle sta facendo grandi sacrifici per far rialzare la testa all’Italia che ci avete lasciato, mentre voi dai banchi dell’opposizione non avete ancora capito il disastro che avete seminato nel Paese.
Oggi, cara Boschi, in aula c’è una manovra che voi non avreste mai potuto concepire e realizzare, è vero. Il motivo? Perché aiuta le persone, non gli amici dei vostri amici e le banche di famiglia!

(Sabrina De Carlo M5S Camera)

mercoledì 5 dicembre 2018

04 Dicembre 2018 | Luigi Di Maio a Porta a Porta


Sono stato ospite di Porta a Porta e ho avuto modo di trattare diversi argomenti: Europa, lavoro e Reddito di cittadinanza su tutti. Cerco sempre di essere molto chiaro e diretto.
Tanti i temi dibattuti a cominciare dal conflitto d’interessi che vede Di Maio al centro della polemica per la vicenda legata ai lavoratori in nero nell’azienda del padre poi i temi stretti della politica, la manovra finanziaria, le coperture, la quota 100, il reddito di cittadinanza e i rapporti sempre tesi con l’Unione Europea e internamente all’asse con la Lega, con Matteo Salvini.