martedì 3 novembre 2026

Qui la transizione prende forma | Ecomondo piattaforma di riferimento per le imprese

 Da oggi Rimini è il palcoscenico globale dell’economia circolare.

È partita la 29a edizione di Ecomondo, l’evento organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), in programma fino a venerdì al quartiere fieristico, che si conferma piattaforma di riferimento a livello internazionale sulla green, blue e circular economy.


Ecomondo 2026 ha preso il via alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, on. Gilberto Pichetto Fratin, e con il videomessaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, on. Adolfo Urso.

 

Ad aprire la cerimonia, il Presidente di IEG, Maurizio Ermeti, che ha dichiarato: “La green economy diventa sempre più strategica per la crescita e la competitività del sistema industriale nazionale ed Ecomondo è protagonista di questa trasformazione. È una delle nostre grandi storie di successo. Ha conquistato un ruolo di leadership a livello europeo e oggi si afferma con sempre maggiore forza sui mercati internazionali: è diventata, da Rimini al mondo, la piattaforma industriale di riferimento per le imprese, le istituzioni, la ricerca, i policy maker e tutti gli attori strategici dell’economia circolare e rigenerativa. Su questa traiettoria continueremo a investire, con visione, determinazione e fiducia nel futuro”.

 

“Ecomondo rappresenta una vetrina di primo piano, in Europa e nel mondo, per le tecnologie e le soluzioni innovative che coniugano sostenibilità ambientale, sviluppo industriale e competitività. La sostenibilità non è soltanto tutela dell’ambiente, ma anche innovazione e opportunità di crescita per il nostro sistema produttivo e manifatturiero. La transizione non va intesa come un insieme di vincoli, ma come un’evoluzione dei modelli di produzione e consumo verso una maggiore efficienza: utilizzare meglio le risorse, ridurre gli sprechi e creare valore con un minore impatto sugli ecosistemi. Ecomondo è il luogo in cui questa visione prende forma, attraverso il confronto e la valorizzazione delle migliori esperienze”, ha detto il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

 

“La sostenibilità non è più soltanto una questione ambientale, ma industriale e geopolitica. Nella competizione globale per materie prime, energia e tecnologie, la capacità di valorizzare le risorse è un fattore decisivo per la competitività. L’Italia può contare su una solida leadership nell’economia circolare, ma resta centrale la sfida di ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento dei materiali. Ed è per questo che abbiamo fatto della circolarità una politica industriale, anche per quanto riguarda le materie prime critiche. Ecomondo è il luogo in cui innovazione e ambiente cercano soluzioni per trasformare questa leadership in vantaggio competitivo, rafforzando la sovranità industriale italiana e l’autonomia strategica europea”, così il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel suo videomessaggio.

 

Alla cerimonia di apertura hanno preso parte anche Jamil Sadegholvaad, Sindaco del Comune di Rimini, Fabrizio Lobasso, Vicedirettore Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni - Direttore Centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maurizio Forte, Direttore Centrale per i Settori dell'Export ICE Agenzia, e Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna.

 

Successivamente si è aperta la XV edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il patrocinio della Commissione europea e del Ministero delle imprese e del Made in Italy.


La sessione plenaria di oggi ha visto la presentazione della Relazione sullo Stato della Green Economy 2026. Domani, la sessione plenaria internazionale “Green economy perspectives in unpredictable global scenario”, in collaborazione con Italy for Climate, offrirà una lettura in tempo reale delle principali dinamiche della transizione ecologica a livello globale.

 

La 29esima edizione di Ecomondo consolida la costante crescita della manifestazione. Su 30 padiglioni e 170mila metri quadrati lordi di superficie, presenti oltre 1.800 brand espositori (quelli esteri in crescita del 19%), più di 1.000 hosted buyer coinvolti in collaborazione con MAECI - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e provenienti da Europa, Medio Oriente, India, Pakistan, Cina, Sud Est asiatico, Nord Africa, Africa Subsahariana, Nord America e America Latina, oltre 60 rappresentanti di associazioni internazionali e di numerosi membri associati da diversi Paesi del mondo, tra cui Egitto, Marocco, Grecia, Serbia, Ungheria, Spagna e Sudafrica. A questi si aggiungono 14 collettive estere da Austria, Belgio, Canada, Cile, Cina, Danimarca, Germania, Norvegia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svizzera con oltre 100 aziende presenti, il Messico come primo Paese ospite nella storia di Ecomondo e una nuova area dedicata al business e al networking con le associazioni africane.

 

Tra gli appuntamenti da non perdere, nella giornata di domani:


·        Forum della Buona Comunicazione (V edizione): comunicazione sul filo del rasoio - La transizione sostenibile tra urgenza ambientale e tenuta sociale, a cura del Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo insieme a Ferpi e con la partecipazione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e dell’OdG Emilia-Romagna.


·        Finanza: “I piani di transizione climatica per la gestione dei rischi ESG: quale ruolo per imprese e investitori?”, a cura del CTS di Ecomondo con il Forum per la Finanza Sostenibile.


·        Paper District GDO & Grocery Summit a cura del CTS di Ecomondo, Largo Consumo e Federazione Carta e Grafica.


·        “Economia Circolare e Difesa: l’Industria italiana ed europea tra esigenze e opportunità”, a cura del CTS di Ecomondo e Cisambiente Confindustria.


·        Città salubri e circolari: “Scalare l’economia circolare nelle costruzioni: l’urban mining”, a cura del CTS di Ecomondo con Green Building Council Italy e l’Università Politecnica delle Marche, e “Smart Circular Cities” con l’Università di Bologna.


·        Scenario normativo: “Chiudere il cerchio nella gestione dei rifiuti: le nuove sfide del Circular Economy Act” a cura del CTS di Ecomondo con UTILITALIA.


Il programma eventi completo di Ecomondo 2026 è disponibile al link: www.ecomondo.com/eventi

 

I PARTNER ISTITUZIONALI


Ecomondo 2026 è organizzato da Italian Exhibition Group con la collaborazione di: Commissione Europea; UNIDO ITPO; Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; MAECI - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ministero delle Imprese e del Made in Italy; ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; Regione Emilia-Romagna; Comune di Rimini; ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industriale Automobilistica); ART-ER; Assoambiente; CBE JU (Circular Bio-based Europe Joint Undertaking); CIB (Consorzio Italiano Biogas); CIC (Consorzio Italiano Compostatori); CIHEAM (International Center For Avanced Mediterranean Agronomic Studies); CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi); EBA (European Biogas Association); ENEA; ESWET (European Supplier of Waste-to-Energy Technologies); European Environment Agency; FAO (United Nations Food and Agricolture Organization); FEAD (European Waste Management Association); Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile; ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); ISWA (International Solid Waste Association); Legambiente; OECD; RECYCLING EUROPE; UNACEA (Unione Nazionale Aziende Construction Equipment & Attachments); UNICIRCULAR (sezione Assoambiente); UTILITALIA; Water Europe.

lunedì 2 novembre 2026

Laboratori d'Autunno e Sportello di ascolto ex Foro Boario di Osimo

 Proseguono le attività organizzate nel nuovo spazio polivalente ricavato dal recupero con i fondi Pnrr dell’ex Foro Boario, in piazza Giovanni XXIII.  Anche a novembre tornano tutti i giovedì gli appuntamenti con i Laboratori di autunno, percorsi creativi pensati per bambini e famiglie.

Giovedì prossimo alla scoperta delle castagne e dei frutti autunnali per mettere alla prova sensi, colori e profumi di stagione con lavoretti per bambini da 3 a 10 anni.

Giovedì 12 novembre si ricicla e gioca, con attività di recupero pensate per i bambini e i loro nonni.

Giovedì 19 novembre attività creative e di cooperazione tra bambini fino a 10 anni e famigliari.

Infine, giovedì 26 novembre letture condivise, natura e creatività con foglie e materiali naturali che rimandano ai colori autunnali.

Tutti i laboratori, che rientrano nel progetto “Centro per la Famiglia”, si svolgono dalle ore 16 alle 19 su prenotazione, sono gratuiti e promossi dall’Ambito territoriale sociale 13 di cui il Comune di Osimo è ente capofila.

Sempre nel nuovo spazio polivalente dell’ex Foro Boario, tutti i sabati fino a dicembre, dalle ore 8,30 alle 12,30 su prenotazione, torna lo Sportello di ascolto psicologico e informativo, uno spazio di supporto e orientamento ai servizi, sempre rivolto ai residenti dell’Ambito 13 (Camerano, Castelfidardo, Loreto, Numana, Offagna, Osimo e Sirolo).


Per entrambe le attività il numero di riferimento (anche WhatsApp) per info e prenotazioni è il 3533463740.

Domani il via agli Stati Generali della Green Economy 2026

 Al via domani gli Stati Generali delle green economy 2026, l’evento annuale che promuove la green economy come transizione verso un’economia che, per avere un futuro prospero, deve essere  decarbonizzata, circolare e rigenerativa del capitale naturale. 

Questa 15a edizione degli Stati Generali della Green Economy, promossi dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Commissione europea e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si svolgerà nella tradizionale cornice di Ecomondo, IEG -Italian Exhibition Group, il 3 e 4 novembre 2026, a Rimini.

La mattina del 3 novembre sarà presentata la Relazione sullo stato della green economy 2026 che affronterà due temi: i fattori internazionali di spinta alla green economy, in un contesto geopolitico critico e l’aggiornamento dello stato della green economy in Italia, analizzando quali indicatori, alcune tematiche strategiche.

“In un contesto geopolitico critico per le guerre in corso, per le crescenti difficoltà economiche, per le politiche regressive e negazioniste - afferma Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - sono molto alti e diffusi i rischi di essere trascinati da visioni ristrette, dando risposte illusorie che non risolvono i problemi e non colgono così le priorità effettive, le opportunità e le spinte positive”.

Ecco gli otto fattori internazionali di spinta alla transizione ecologica

1 - La crescita della consapevolezza della gravità della crisi climatica. Gli impatti della crisi climatica di quest’anno sono stati talmente forti e diffusi e così potente è stato anche l’effetto mediatico che sia le preoccupazioni, sia le richieste di misure più efficaci sono balzate fra le principali priorità per gran parte della cittadinanza. Le alte temperature dell’estate scorsa hanno causato circa 50 mila morti in Europa, con ben 8700 decessi in Italia*.

2 - L’insicurezza degli approvvigionamenti e i prezzi molto alti del petrolio e del gas. Nel 2026 la bolletta annua europea del gas potrebbe superare i 240-250 miliardi di euro(nel 2019 era di circa 40 mld di euro). Quella del petrolio crescere di circa 45 miliardi. La decarbonizzazione è diventata, oltre ad un obiettivo climatico, una necessità per ridurre la dipendenza dai fossili.

3 - Le difficoltà di approvvigionamento e i prezzi crescenti di numerose materie prime. Dal 2009 al 2024 il numero delle restrizioni applicate da vari Paesi alle esportazioni di materie prime critiche è aumentato di 5 volte. Una maggiore circolarità dell’economia, pilastro della transizione ecologica, è fondamentale anche per ridurre la vulnerabilità e la scarsità delle risorse naturali.

4 -La rapida crescita mondiale delle rinnovabili. L’elettricità generata da fonti rinnovabili a livello mondiale, dal 2015 al 2025, è più che raddoppiata.  La quota generata dalle fonti rinnovabili è salita dal 23,5% al 34,1%, nonostante i consumi di elettricità siano cresciuti del 33% ed i suoi costi sono diminuiti. L’aumento delle rinnovabili è oggi non solo un cardine della decarbonizzazione, ma la via rapida e praticabile per ridurre le bollette elettriche.

5 - La diffusione mondiale delle auto elettriche. Nel 2020 solo il 5% delle nuove auto immatricolate era elettrica; in soli cinque anni il numero delle nuove immatricolazioni di auto elettriche BEV e PHEV a livello mondiale ha raggiunto 21,2 milioni di unità, superando il 25% delle nuove immatricolazioni. La diffusione dell’auto elettrica potrebbe rappresentare non solo una scelta ecologica chef a bene al clima, ma diventare, invece che un fattore di crisi, una leva di rilancio dell’industria automobilistica europea, se affrontata con efficaci politiche industriali.

6 - L’evidenza degli impatti anche economici della crisi del capitale naturale. Nel Rapporto «State of Finance for Nature», del 2026 dell’UNEP, si afferma “Non c’è mai stata una maggiore consapevolezza della crisi della natura: delle sue cause principali, della gravità dei suoi impatti. La realtà è chiara: senza natura, le fondamenta della nostra economia crollano* ”.

7 - Il potenziale degli sviluppi dell’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale è sempre più utilizzata per i veicoli elettrici, per le smart grid, perla generazione distribuita delle fonti rinnovabili, per la gestione circolare di processi produttivi e prodotti e può contribuire anche a migliorare la resilienza e l’adattamento climatico. Andrebbero tuttavia meglio affrontata l’eccessiva concentrazione in pochi grandi gruppi, i rischi per il controllo democratico e gli impatti dei data center.

8 - La consapevolezza di un effetto “cigno verde” presso imprenditori e investitori. Come un inedito “cigno verde”, con effetti concatenati, il cambiamento climatico con l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi sta contribuendo a ridurre la produttività, a distruggere capitale fisico, a mettere sottopressione i conti pubblici e influenzare l’andamento dell’inflazione, ma anche a spingere la transizione climatica non solo per contenere i danni, ma per alimentare nuove opportunità e nuove occasioni di crescita.

* Imperial College di Londra Programma 

(Stati Generali della Green Economy) 

 https://www.statigenerali.org/evento-nazionale/evento-2026/