giovedì 29 ottobre 2026

OSIMO | Sentenza Tar su appalto Palas per Scherma e Arti Marziali

 La vicenda del ricorso al Tar Marche promosso dall'azienda Enrico Francinella SRL contro l'azienda risultata aggiudicataria della gara di appalto Bc Appalti Srl per la realizzazione del nuovo palascherma si è conclusa con una sentenza che in buona sostanza, prevedendo l’annullamento della gara, non vede nessun vincitore ma lascia scontente tutte le parti coinvolte.  

Per quanto riguarda il Comune, il rinnovo della gara posticipa inevitabilmente i tempi di realizzazione di questa importante opera, anche in vista del 2028, anno del titolo europeo a Città dello sport. Il rammarico è soprattutto per i tanti fruitori che avrebbero potuto beneficiare di spazi più sicuri e più idonei alla loro formazione sportiva.

L’Amministrazione comunale, pur ribadendo la massima fiducia nella SUAM (Stazione Unica Appaltante della Regione Marche), non proporrà appello avverso la sentenza del Tar Marche, intendendo invece darne pronta esecuzione procedendo al rinnovo della gara.

Seppur consapevoli che l’adozione del criterio di aggiudicazione scelto (cioè quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa in luogo di quello del massimo ribasso) espone la Stazione appaltante a un maggior rischio di contenzioso proprio perché comporta una valutazione non solo di criteri economici, ma anche di fattori tecnici e qualitativi, riteniamo che oggi l’interesse prevalente sia quello del  “risultato”, ovvero una nuova rapida aggiudicazione dell’appalto. 

Tuttavia, proprio per il fatto che la sentenza del Tar  scontenta un pò tutti, non possiamo escludere che possa essere oggetto di appello al Consiglio di Stato sia da parte della Enrico Francinella SRL che della Bc Appalti Srl. 

L’unico auspicio è che l’eventuale ulteriore contenzioso non allunghi eccessivamente i tempi di realizzazione dell’opera.

(Comune di Osimo)

martedì 27 ottobre 2026

OSIMO | Recupero Post-Sisma Chiesa dell'Annunziata al Cimitero Maggiore

 La giunta comunale nei giorni scorsi ha approvato la delibera sul progetto esecutivo di ristrutturazione e adeguamento sismico della chiesa dell’Annunziata, nota come chiesa del cimitero Maggiore di Osimo. 

L’immobile, di proprietà del Comune, era stato danneggiato dallo sciame sismico del 2016 e aveva ottenuto, con Ordinanza del Commissario Straordinario per la Ricostruzione n.137 del marzo 2023 un finanziamento statale di 500mila euro.

Il Comune aveva affidato i servizi tecnici di ingegneria e architettura per la redazione del progetto di fattibilità tecnica economica, del progetto esecutivo, della relazione geologica e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, al Raggruppamento temporaneo composto dall’ingegner Cristhian Clementi di Matelica, dall’architetto Massimo Fiori di Ancona, dal geologo Massimo Gubinelli di Castelraimondo e dall’architetta Alessandra Traballoni di Matelica, per un importo netto delle prestazioni pari a 50mila euro.

Il progetto esecutivo, così come approvato dalla Conferenza dei servizi, dall’Ufficio Speciale Ricostruzione e integrato di alcuni elaborati, prevede ora un impegno di spesa di 650mila euro compresa Iva e quindi il Comune di Osimo, mediante apposite variazioni di bilancio, ha già stanziato fondi propri per 150mila euro per coprire l’intero intervento.

Con determina dirigenziale firmata ieri dal Dipartimento del Territorio, è stata esercitata l’opzione relativa all’affidamento della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione del cantiere allo stesso Raggruppamento temporaneo di professionisti che era risultato affidatario della progettazione.

E’ stato inoltre affidato alla Centrale di Committenza lo svolgimento delle attività di selezione del contraente con procedura negoziata, auspicando quindi che a breve venga completato l’iter che porterà all’avvio del cantiere.

L’intervento mira a ripristinare la sicurezza e la funzionalità dell’edificio, con particolare attenzione alla sua valenza storica e artistica. Se ne garantirà il consolidamento strutturale, la riparazione degli elementi decorativi e architettonici danneggiati, il miglioramento degli impianti e dell’accessibilità, e il rinforzo della torre campanaria, con l’installazione di una scala interna e l’inserimento di cuciture armate.

Oltre alla sua funzione liturgica, la chiesa dell’Annunziata, edificata nel cuore del cimitero Maggiore nel 1505 su un preesistente convento, ospita il Sacrario dei Caduti osimani della Prima Guerra Mondiale, con 380 nomi incisi su lastre marmoree. 

L’edificio conserva anche elementi architettonici e decorativi di pregio, come il portale in pietra con altorilievo dell’Annunciazione, altari barocchi settecenteschi, lapidi commemorative dal Quattrocento al Seicento e una preziosa cornice dorata che un tempo ospitava una pala di Lorenzo Lotto, oggi sostituita da una copia.

Regione Marche | Terremoto giudiziario 8 arresti 51 indagati ricostruzione Post-Sisma

 Un terremoto giudiziario scuote la ricostruzione post-sisma del 2016 nelle Marche. Un'indagine della Guardia di Finanza di Ancona, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato a 8 arresti, 51 indagati e a un maxi-sequestro preventivo di 57 milioni di euro, svelando un sistema di infiltrazioni della criminalità organizzata — riconducibile a 'ndrangheta e camorra — all'interno degli appalti pubblici e privati per un valore complessivo di circa 350 milioni di euro.


Il comitato d'affari e il coinvolgimento istituzionale
Al centro dell'inchiesta figura una presunta struttura stabile d'intermediazione illecita che avrebbe condizionato gare e finanziamenti. Tra le persone finite in manette c'è Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli (dimessosi nel dicembre 2025), accusato insieme ad altri soggetti di aver sfruttato relazioni istituzionali per ottenere vantaggi illeciti. Il governatore Acquaroli ha espresso “incredulità e amarezza”, parlando di un potenziale «tradimento» nei confronti della comunità marchigiana, mentre la difesa di Pistarelli ha ribadito l'estraneità dell'indagato alle accuse, annunciando ricorso al Tribunale del Riesame.
Le maglie dei subappalti e le reazioni
Le indagini, partite nel 2023 e ramificate in diverse regioni italiane, hanno fatto luce sul ruolo di imprenditori locali considerati "cerniera" per aggirare i controlli antimafia e consentire l'ingresso nei cantieri a società collegate ai clan (come i casalesi e cosche calabresi) attraverso prestanome e società "cartiere". Ferma la condanna del commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, che ha definito l'accaduto “un'offesa inaudita alle istituzioni e alle comunità colpite”, mentre le opposizioni in Consiglio regionale invocano chiarezza sugli interrogativi politici e istituzionali sollevati dal blitz.


(fonte: RAI News)