martedì 6 ottobre 2026

Osimo è ufficialmente Città Europea dello Sport 2028

La comunicazione da parte di Aces Europe è giunta in Municipio ieri sera dando conferma dell’accoglimento della candidatura avanzata da Osimo.

Nella lettera Aces spiega che Osimo è premiata perché è un esempio nelle politiche sportive, perché l’amministrazione pubblica con programmi strutturati investe negli impianti e perché vengono promosse tante iniziative sul territorio.

Il dossier, realizzato grazie al contributo delle associazioni sportive che hanno aderito al questionario proposto nei mesi scorsi dal Comune, è stato premiato anche per i numeri che elenca: 21 impianti sportivi più le palestre scolastiche, più di 50 discipline praticate, sport attento al territorio e alle nuove generazioni (40% di tesserati osimani sono under 17), al genere (37% sono donne), ma anche all’abilità (quindi inclusione e accessibilità) e all’economia (i dirigenti volontari rappresentano il valore aggiunto, ed i bandi e i contributi comunali sono stati e saranno strumenti per abbattere i costi). 

E poi gli investimenti che se sommati ai corrispettivi di gestione raggiungono la cifra di 3,73 milioni di euro nel triennio 2023-2025. Alcuni interventi recenti sono stati al Cespo, alla pista di atletica, alla palestra Europa, al campo sportivo Santilli, allo Junior Tennis, al calcio a 8 di Passatempo, la nuova palestra acquisita all’asta al parco commerciale La Coccinella. Mentre gli investimenti futuri previsti già a bilancio ammontano a 7,55 milioni di euro, in gran parte per il Palascherma e la palestra nella nuova scuola elementare di Campocavallo, poi spogliatoi campo da calcio a 11 di San Biagio, ciclabile Vescovara-Covo, campo da calciotto a Osimo Stazione e l’illuminazione allo stadio Diana. 

Ci tengo a ringraziare Fabio Luna, Presidente del Coni Marche, che ci ha accompagnato in questo percorso che riporta nella nostra regione il titolo di città europea dello sport, dopo Jesi e Ascoli 2014, Pesaro 2017, Macerata 2022 e ancora Ascoli 2024, perché dopo 10 anni si può richiedere di nuovo il riconoscimento. Assieme ad Osimo, in Italia saranno Città europee dello sport 2028 capoluoghi come Brescia, Pisa, Perugia e Foggia. La cerimonia di riconoscimento del titolo si terrà il 26 ottobre al Salone d’Onore del CONI a Roma.

Lettera integrale:

Siamo lieti di designare ufficialmente Osimo come Città Europea dello Sport per l'anno 2028.

Congratulazioni per questo prestigioso riconoscimento, che la vostra città ha meritato dando un lodevole esempio di promozione dello sport per tutti, come mezzo per migliorare la salute, favorire l'integrazione sociale, facilitare l'educazione e promuovere il rispetto – tutti obiettivi che si allineano con i principi fondamentali di ACES.

La vostra città ha inoltre dimostrato una politica sportiva esemplare, vantando strutture sportive encomiabili, programmi ben strutturati e una vasta gamma di attività.

Con questa designazione, la vostra città entra a far parte della stimata famiglia ACES. Auspichiamo la vostra attiva partecipazione come membri e desideriamo informarvi che abbiamo introdotto un nuovo riconoscimento noto come "Città Europea dello Sport dell'Anno". Ciò significa che il comune che otterrà il più alto riconoscimento nel 2028 sarà riconosciuto come città di riferimento per lo sport in Europa.

Vi esprimiamo in anticipo la nostra gratitudine per la vostra collaborazione e non vediamo l'ora di accogliervi al gala di premiazione presso il CONI (Roma), in programma per il 26 ottobre.

Cordiali saluti,

Gian Francesco Lupattelli

Presidente & Fondatore ACES

Bruxelles, 5 ottobre 2026


(La Sindaca Michela Glorio)

lunedì 5 ottobre 2026

Bosco abbattuto per far spazio a nuovo cemento | Sergio Costa M5S

 A Reggio Emilia le ruspe hanno abbattuto gli alberi del Bosco Ospizio, un'area verde cresciuta spontaneamente, per far posto all'ennesimo supermercato Conad, mentre cittadini e associazioni chiedevano di salvarla e il ricorso attende ancora il giudizio del Consiglio di Stato.

Al di là della vicenda giudiziaria, questa vicenda racconta un modello di sviluppo che il Paese non può più permettersi.

Gli effetti di decenni di scarsa lungimiranza nel governo del territorio li stiamo già pagando, con le alluvioni che hanno devastato l'Emilia-Romagna, le frane che isolano intere comunità, le ondate di calore che trasformano i quartieri cementificati in trappole per anziani e bambini. Un suolo impermeabilizzato smette di assorbire l'acqua e restituisce calore alle città che lo hanno coperto. Una legge nazionale contro il consumo di suolo attesa da troppo tempo giace ancora nei cassetti dei ministeri
Dobbiamo proteggere quel verde urbano spontaneo che oggi resta senza tutela perché non rientra nelle definizioni di bosco.
Noi siamo dalla parte della tutela dell'ambiente e della salute. Chi permette tutto questo, non può dire lo stesso !

Stragi '92 | Roberto Scarpinato Senatore M5S | Gravemente falso darmi del depistante

 ROMA, 4 ott. - "L'affermazione secondo cui io conversando con Gioacchino Natoli avrei portato avanti un'attività depistante è non solo gravemente falsa ma essa stessa depistante. 


Come ho già affermato tante volte e come avrei potuto dimostrare anche in sede giudiziaria se mi fosse stata data la possibilità, nelle mie conversazioni telefoniche con Gioacchino Natoli esortavo il mio interlocutore a riferire in commissione Antimafia una circostanza vera - non una falsità ma una verità - che lui stesso mi aveva in precedenza riferito. Fu lui infatti a dirmi di essere stato presente alla riunione della procura di Palermo del 14 luglio 1992 e di aver chiaramente sentito che il magistrato Lo Forte riferì in dettaglio della parziale e temporanea archiviazione di un filone dell'indagine mafia-appalti. Lo stesso hanno affermato in varie sedi istituzionali altri magistrati presenti quel giorno. E' noto e appurato che a quella riunione fosse presente anche Paolo Borsellino. Il gip di Caltanissetta Santi Bologna non solo non ha garantito il mio diritto di soggetto non indagato al contraddittorio, ma si è spinto addirittura ad affermare che io avrei tentato di depistare i lavori della Commissione antimafia. E' falso".

Lo afferma il senatore M5S Roberto Scarpinato.
"Il punto centrale è questo", aggiunge Scarpinato: "le stragi del 1992-93 non furono solo di mafia ma coinvolsero mandanti e complici eccellenti esterni a Cosa Nostra, come dimostrato inequivocabilmente da gravi e ripetuti depistaggi, dalla partecipazione di soggetti esterni e dalle dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia. 

Su tale questione si è aperta una spaccatura nel mondo politico ed in alcune componenti della magistratura di Caltanissetta sin dal 1992, quando il Procuratore Tinebra avallò la falsa pista Scarantino, e che giunge sino ai nostri giorni. Da ultimo, con un'ordinanza confermata dalla Cassazione, la Gip di Caltanissetta Graziella Luparello ha bollato come affetta da 'severa miopia' e da 'approccio mistico e dogmatico' la pista mafia-appalti secondo cui le stragi sarebbero state eseguite solo dalla mafia per motivi connessi agli appalti, ed ha imposto ben 43 nuove indagini, colmando le gravi lacune della Procura guidata da De Luca nelle piste sui mandanti occulti. 
Nel tentare di rianimare la pista mafia-appalti, un altro gip dello stesso ufficio, Santi Bologna, ha redatto un provvedimento di archiviazione contro ignoti basato su fatti e circostanze alcune delle quali ritenute false da altro gip del medesimo ufficio, la dottoressa Lo Forti, e da altre autorità giudiziarie. 
Tentativo fallito, tenuto conto che proprio per la totale inconsistenza del materiale probatorio, non è stato possibile iscrivere nel registro degli indagati neppure gli imprenditori mafiosi nel settore degli appalti nel cui interesse sarebbe stata fatta la Strage di via D'Amelio. Lo stesso provvedimento del gip Bologna dà di fatto manforte al bullismo politico di cui sono stato bersaglio per avere sempre contrastato le tesi che vorrebbero ridurre le causali delle stragi a questioni di appalti, castrando così le indagini sui depistaggi finalizzati a coprire mandanti eccellenti. 
Non soltanto sono stato intercettato per 33 volte e le mie conversazioni sono state utilizzate processualmente senza alcuna autorizzazione del Senato, con l'entusiastica approvazione della stessa maggioranza che nega invece sistematicamente l'utilizzazione di intercettazioni e di chat di Delmastro e di altri suoi parlamentari, ma per di più mi è stato persino negato il diritto di essere sentito dalla magistratura per dimostrare, documenti alla mano, la totale rispondenza al vero delle circostanze di cui parlavo con Natoli. 
E' evidente che tutti i mezzi sono buoni per tentare di chiudere la bocca e condannare al silenzio le voci critiche e scomode. Ma non si illudano di intimidirmi, non mi arrenderò mai e continuerò il mio impegno per la ricerca della verità, costi quel che costi". 
Roberto Scarpinato