giovedì 5 novembre 2026

Foro Boario di Osimo | Lezioni d'Autore "Pensiero Civile" PARLARE FUTURO con Paola Caridi

 Al via la XVII edizione. Paola Caridi inaugura la Rassegna con una Lectio magistralis su Gaza

Domenica 22 novembre, alle ore 18.00, al Foro Boario di Osimo, l’incontro dal titolo «Gaza. La città deve morire.». 

Ci sono luoghi nel mondo che interrogano la nostra coscienza, luoghi davanti ai quali non è possibile restare spettatori. Gaza è oggi uno di questi. Ed è proprio da Gaza che prende avvio la XVII edizione di Parlare Futuro. Lezioni d’Autore, che quest’anno sceglie come filo conduttore il «Pensiero Civile»: un invito a recuperare il valore della consapevolezza, della responsabilità individuale e collettiva, di una cittadinanza attiva capace di tradursi in partecipazione e mobilitazione pacifica.

Ad inaugurare la Rassegna, domenica 22 novembre alle ore 18.00, al Foro Boario di Osimo, sarà la giornalista, storica e saggista Paola Caridi, protagonista di una Lectio magistralis dal titolo «Gaza. La città deve morire.»

Un titolo potente e doloroso, che richiama la distruzione di una città e, insieme, il tentativo di cancellare la storia, l'identità, le relazioni e la stessa possibilità di futuro di un popolo. Attraverso lo sguardo della storia e gli strumenti del giornalismo, Paola Caridi ci accompagnerà in una riflessione su Gaza, sulla tragedia umanitaria e sul genocidio che si sta consumando nella Striscia, ma anche sul significato che questa tragedia assume per il mondo intero. Perché ciò che accade a Gaza non riguarda soltanto chi vive sotto le bombe: chiama in causa il diritto internazionale, i diritti umani, il valore della convivenza e, soprattutto, la nostra capacità di non abituarci all'orrore.

La scelta di aprire la XVII edizione con questo appuntamento è profondamente legata al tema del «Pensiero Civile». Pensare civilmente significa non delegare ad altri la responsabilità di comprendere, interrogarsi, prendere posizione attraverso gli strumenti della conoscenza, del confronto e della partecipazione democratica. Significa riconoscere che la cittadinanza non è una condizione passiva, ma un esercizio quotidiano di libertà e responsabilità. La cultura, in questo senso, non è soltanto conoscenza: è uno spazio di coscienza, un'occasione per ritrovare le ragioni dell'impegno civile e della pace.

Paola Caridi è una delle più autorevoli studiose e conoscitrici italiane del Medio Oriente. Giornalista e storica, ha conseguito un dottorato in Storia delle relazioni internazionali ed è fondatrice e presidente dell'associazione di giornalisti indipendenti Lettera22. Dopo essere stata corrispondente dal Cairo, ha vissuto e lavorato per dieci anni a Gerusalemme, raccontando da vicino le trasformazioni politiche e sociali del mondo arabo. Da oltre vent'anni si occupa di storia contemporanea del Medio Oriente. Tra i suoi libri ricordiamo Arabi invisibili, Hamas. Dalla resistenza al regime, Gerusalemme senza Dio, Il gelso di Gerusalemme e il più recente Sudari. Elegia per Gaza (2025). Nel 2024 ha ricevuto il Premio Kapuściński per la scrittura.

Con questo primo appuntamento, Parlare Futuro rinnova la propria vocazione: offrire occasioni di approfondimento e confronto con voci autorevoli della cultura contemporanea, affinché il pensiero non rimanga esercizio astratto, ma diventi consapevolezza, dialogo e partecipazione.

Domenica 22 novembre, ore 18.00 – Foro Boario, Osimo. 

Ingresso libero.

Report degli Stati Generali della Green Economy a Ecomondo

 Un percorso ad ostacoli quello della green economy globale, dove si alternano facili discese ad impervie salite. 

Nel 2025 la Cina ha interrotto la crescita delle emissioni di CO2, ma resta il primo emettitore globale con il 27% delle emissioni. Gli Stati Uniti, nonostante le politiche avverse trumpiane, hanno aggiunto 40GW di rinnovabili, ma hanno aumentato dell' 1,9% le emissioni di CO2, il più alto incremento a livello globale. L'Europa ha ridotto, dal 1990, del 37% le emissioni di gas serra a fronte nello stesso periodo di un incremento del 75% del Pil, ma ha speso 337 miliardi per importare combustibili fossili. E poi c'è l'Africa, che è responsabili del solo del 3% delle emissioni storiche di CO2, ma è il continente che paga il conto più salato per i cambiamenti climatici, tanto che si prevede al 2050 un eccesso di mortalità del 50%.


Gli Stati Generali della Green economy, organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, della Commissione europea e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in corso a Rimini.  Nella cornice di Ecomondo, IEG -Italian Exhibition Group, nella seconda giornata dal titolo 

La geopolitica della green economy: una finestra sul mondo, organizzata in collaborazione con Italy For Climate - svolgono una ricognizione a tutto campo su cosa stia succedendo a livello globale alla green economy interrogando esperti, imprese, decisori politici.

In un mondo afflitto da guerre disuguaglianze sociali e tensioni geopolitiche

 - ha dichiarato Raimondo Orsini, Direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile – “la green economy offre una risposta concreta perché riduce i rischi della crisi climatica e assicura una minore dipendenza da importazioni di combustibili fossili e materie prime che sono spesso la causa di questi problemi globali”.

Il Presidente Edo Ronchi della Fondazione per lo sviluppo sostenibile trae buoni auspici per la green economy dalle elezioni di midterm Usa: 
Fanno bene sperare dice - per le politiche climatiche e per la riduzione dello strapotere dei fossili”.

Dalla presentazione di Italy for Climate che ha fatto una panoramica degli up and down della green economy mondiale nel 2025, è emerso che il 25% della biodiversità mondiale è in Africa e il continente detiene il 30% delle riserve mondiali di minerali critici e il 60% delle migliori risorse solari, e i paesi africani hanno contribuito solo al 3% delle emissioni storiche di CO2, eppure ne subiscono gli impatti più gravi, tra cui il 50% della mortalità in eccesso prevista per il 2050. Per questo il Primo Ministro dell'Etiopia Abiy Ahmed Ali (Premio Nobel), al secondo Vertice africano sul clima ha dichiarato: 
Non siamo qui per negoziare la nostra sopravvivenza. Siamo qui per progettare la prossima economia climatica mondiale.

Dalla Cina segnali positivi, si stima che il paese abbia avuto il tasso di elettrificazione del 32% nel 2025 e raggiungerà l'obiettivo "35 entro il '35" (35% entro il 2035) proposto alla COP31. Non solo, nel 2025 ha visto la crescita zero delle emissioni di gas serra: un'ottima notizia per il pianeta, a fronte di una crescita del PIL del 5% e ha anche aggiunto 440GW di rinnovabili, quasi il 50% della capacità rinnovabile mondiale, ma resta una grande consumatrice di materiali (+35% del consumo pro capite negli ultimi 15 anni), con l'economia circolare che resta ancora una sfida da vincere.

Gli Stati Uniti hanno raggiunto una capacità di accumulo di 43 GW e dovrebbe raddoppiare nel 2027, ma i combustibili fossili continuano ad essere in primo piano, e oltre ad essere i primi produttori mondiali di petrolio e gas hanno investito 211 miliardi di dollari in combustibili fossili.

La via elettrica piace invece all'Europa, nel 2025 sono aumentate le auto elettriche del 32% e, con 27 vetture ogni 1000 abitanti, si avvicina alla Cina (31) con la generazione elettrica da rinnovabili che ha raggiunto il 48%, con una capacità raddoppiata dall'Accordo di Parigi. 

Le emissioni di gas serra sono aumentate dell' 1% ed il 2025 è il secondo anno consecutivo in cui la riduzione delle emissioni ha subito un rallentamento.

martedì 3 novembre 2026

Qui la transizione prende forma | Ecomondo piattaforma di riferimento per le imprese

 Da oggi Rimini è il palcoscenico globale dell’economia circolare.

È partita la 29a edizione di Ecomondo, l’evento organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), in programma fino a venerdì al quartiere fieristico, che si conferma piattaforma di riferimento a livello internazionale sulla green, blue e circular economy.


Ecomondo 2026 ha preso il via alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, on. Gilberto Pichetto Fratin, e con il videomessaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, on. Adolfo Urso.

 

Ad aprire la cerimonia, il Presidente di IEG, Maurizio Ermeti, che ha dichiarato: “La green economy diventa sempre più strategica per la crescita e la competitività del sistema industriale nazionale ed Ecomondo è protagonista di questa trasformazione. È una delle nostre grandi storie di successo. Ha conquistato un ruolo di leadership a livello europeo e oggi si afferma con sempre maggiore forza sui mercati internazionali: è diventata, da Rimini al mondo, la piattaforma industriale di riferimento per le imprese, le istituzioni, la ricerca, i policy maker e tutti gli attori strategici dell’economia circolare e rigenerativa. Su questa traiettoria continueremo a investire, con visione, determinazione e fiducia nel futuro”.

 

“Ecomondo rappresenta una vetrina di primo piano, in Europa e nel mondo, per le tecnologie e le soluzioni innovative che coniugano sostenibilità ambientale, sviluppo industriale e competitività. La sostenibilità non è soltanto tutela dell’ambiente, ma anche innovazione e opportunità di crescita per il nostro sistema produttivo e manifatturiero. La transizione non va intesa come un insieme di vincoli, ma come un’evoluzione dei modelli di produzione e consumo verso una maggiore efficienza: utilizzare meglio le risorse, ridurre gli sprechi e creare valore con un minore impatto sugli ecosistemi. Ecomondo è il luogo in cui questa visione prende forma, attraverso il confronto e la valorizzazione delle migliori esperienze”, ha detto il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

 

“La sostenibilità non è più soltanto una questione ambientale, ma industriale e geopolitica. Nella competizione globale per materie prime, energia e tecnologie, la capacità di valorizzare le risorse è un fattore decisivo per la competitività. L’Italia può contare su una solida leadership nell’economia circolare, ma resta centrale la sfida di ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento dei materiali. Ed è per questo che abbiamo fatto della circolarità una politica industriale, anche per quanto riguarda le materie prime critiche. Ecomondo è il luogo in cui innovazione e ambiente cercano soluzioni per trasformare questa leadership in vantaggio competitivo, rafforzando la sovranità industriale italiana e l’autonomia strategica europea”, così il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel suo videomessaggio.

 

Alla cerimonia di apertura hanno preso parte anche Jamil Sadegholvaad, Sindaco del Comune di Rimini, Fabrizio Lobasso, Vicedirettore Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni - Direttore Centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maurizio Forte, Direttore Centrale per i Settori dell'Export ICE Agenzia, e Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna.

 

Successivamente si è aperta la XV edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il patrocinio della Commissione europea e del Ministero delle imprese e del Made in Italy.


La sessione plenaria di oggi ha visto la presentazione della Relazione sullo Stato della Green Economy 2026. Domani, la sessione plenaria internazionale “Green economy perspectives in unpredictable global scenario”, in collaborazione con Italy for Climate, offrirà una lettura in tempo reale delle principali dinamiche della transizione ecologica a livello globale.

 

La 29esima edizione di Ecomondo consolida la costante crescita della manifestazione. Su 30 padiglioni e 170mila metri quadrati lordi di superficie, presenti oltre 1.800 brand espositori (quelli esteri in crescita del 19%), più di 1.000 hosted buyer coinvolti in collaborazione con MAECI - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e provenienti da Europa, Medio Oriente, India, Pakistan, Cina, Sud Est asiatico, Nord Africa, Africa Subsahariana, Nord America e America Latina, oltre 60 rappresentanti di associazioni internazionali e di numerosi membri associati da diversi Paesi del mondo, tra cui Egitto, Marocco, Grecia, Serbia, Ungheria, Spagna e Sudafrica. A questi si aggiungono 14 collettive estere da Austria, Belgio, Canada, Cile, Cina, Danimarca, Germania, Norvegia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svizzera con oltre 100 aziende presenti, il Messico come primo Paese ospite nella storia di Ecomondo e una nuova area dedicata al business e al networking con le associazioni africane.

 

Tra gli appuntamenti da non perdere, nella giornata di domani:


·        Forum della Buona Comunicazione (V edizione): comunicazione sul filo del rasoio - La transizione sostenibile tra urgenza ambientale e tenuta sociale, a cura del Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo insieme a Ferpi e con la partecipazione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e dell’OdG Emilia-Romagna.


·        Finanza: “I piani di transizione climatica per la gestione dei rischi ESG: quale ruolo per imprese e investitori?”, a cura del CTS di Ecomondo con il Forum per la Finanza Sostenibile.


·        Paper District GDO & Grocery Summit a cura del CTS di Ecomondo, Largo Consumo e Federazione Carta e Grafica.


·        “Economia Circolare e Difesa: l’Industria italiana ed europea tra esigenze e opportunità”, a cura del CTS di Ecomondo e Cisambiente Confindustria.


·        Città salubri e circolari: “Scalare l’economia circolare nelle costruzioni: l’urban mining”, a cura del CTS di Ecomondo con Green Building Council Italy e l’Università Politecnica delle Marche, e “Smart Circular Cities” con l’Università di Bologna.


·        Scenario normativo: “Chiudere il cerchio nella gestione dei rifiuti: le nuove sfide del Circular Economy Act” a cura del CTS di Ecomondo con UTILITALIA.


Il programma eventi completo di Ecomondo 2026 è disponibile al link: www.ecomondo.com/eventi

 

I PARTNER ISTITUZIONALI


Ecomondo 2026 è organizzato da Italian Exhibition Group con la collaborazione di: Commissione Europea; UNIDO ITPO; Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; MAECI - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ministero delle Imprese e del Made in Italy; ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; Regione Emilia-Romagna; Comune di Rimini; ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industriale Automobilistica); ART-ER; Assoambiente; CBE JU (Circular Bio-based Europe Joint Undertaking); CIB (Consorzio Italiano Biogas); CIC (Consorzio Italiano Compostatori); CIHEAM (International Center For Avanced Mediterranean Agronomic Studies); CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi); EBA (European Biogas Association); ENEA; ESWET (European Supplier of Waste-to-Energy Technologies); European Environment Agency; FAO (United Nations Food and Agricolture Organization); FEAD (European Waste Management Association); Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile; ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); ISWA (International Solid Waste Association); Legambiente; OECD; RECYCLING EUROPE; UNACEA (Unione Nazionale Aziende Construction Equipment & Attachments); UNICIRCULAR (sezione Assoambiente); UTILITALIA; Water Europe.