venerdì 3 gennaio 2025

Alessandra Todde dichiarata decaduta da Presidente della Regione Sardegna

Terremoto alla Regione Sardegna: per la presidente Alessandra Todde si profila la decadenza. L'analisi delle spese per la campagna elettorale avrebbero fatto emergere delle irregolarità nella rendicontazione.

Le verifiche effettuate dal Collegio regionale di garanzia elettorale, che ha sede nella Corte d'Appello di Cagliari, hanno portato alla dichiarazione di decadenza dalla carica di consigliera regionale.


 "Impugnerò nelle sedi opportune, totale fiducia in magistratura - commenta l'esponente M5S -. Continua il mio lavoro nell’interesse del popolo sardo".  

A cascata questa decisione avrebbe ripercussioni sull'incarico da presidente della Regione e si arriverebbe allo scioglimento del Consiglio regionale col ritorno al voto. Dalla Corte d'Appello oggi è partita un'ingiunzione al Consiglio regionale a cui spetta decidere sulla decadenza. 

"La notifica della corte d’appello è un atto amministrativo che impugnerò nelle sedi opportune - annuncia Alessandra Todde -. Ho piena fiducia nella magistratura e non essendo un provvedimento definitivo continuerò serenamente a fare il mio lavoro nell’interesse del popolo sardo". 

Gilberta Giacchetti | Incapacità di dialogo con l'amministrazione comunale di Osimo

 Negli ultimi anni, l’Istituto Campana per l’Istruzione Permanente, storicamente riconosciuto per il suo ruolo educativo e culturale, ha attraversato una fase di gestione controversa sotto la presidenza della Dott.ssa Gilberta Giacchetti.

Le critiche alla gestione dell'Istituto si concentrano su due fronti principali:

l’incapacità di dialogo con l'amministrazione comunale e la mancanza di una visione strategica per il rilancio delle attività culturali.

Un elemento chiave che ha caratterizzato il mandato della Presidente Giacchetti è stato il suo continuo scontro con le altre forze politiche che ha ostacolato la capacità dell’Istituto di operare in modo efficace.

Tuttavia, oltre alle difficoltà politiche, è stato evidenziato il limite nella gestione dei fondi pubblici.

Nonostante l’Istituto disponga di risorse importanti, soprattutto provenienti da contributi pubblici, la gestione di queste risorse non sembrano adeguatamente pubblicizzate e rendicontate, manca ogni riferimento ad una sezione amministrazione trasparente dell'istituto.

Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione attualmente in corso è doveroso chiarire che trattasi di lavori gestiti direttamente dall'Ufficio Ricostruzione e sono il risultato di risorse acquisite prima della presidenza della Giacchetti.

Sicuramente la ristrutturazione permetterà all'Istituto di disporre di nuovi spazi ma se si continuerà con la logica dell’utilizzo dell'ente a mero scopo elettorale non si andrà lontano.

Serve una sinergia e collaborazione che permetta a tutta la cittadinanza di usufruire di questo importantissimo luogo, un patrimonio culturale, storico e architettonico che l'Istituto rappresenta da quasi 150 anni per la Città di Osimo.

Dal punto di vista delle attività culturali, l’Istituto non è riuscito a rispondere adeguatamente alle aspettative della comunità.

Gli eventi promossi negli ultimi anni sono stati considerati di scarso rilievo rispetto alle risorse impiegate, con un rapporto tra costi e benefici ritenuto insoddisfacente.

Questo ha portato a un impoverimento dell’immagine dell’Istituto, riducendone l’attrattività e la capacità di fungere da polo culturale di riferimento.

Alla luce delle criticità emerse, appare evidente la necessità di un cambio di rotta nella gestione dell’Istituto Campana.

Un rilancio efficace richiederebbe non solo un miglioramento nella gestione amministrativa e una maggiore capacità di attrarre risorse, ma anche una visione strategica che metta al centro un’offerta culturale di qualità con un dialogo costante e costruttivo con tutti i portatori di interesse della città e necessariamente con tutte le forze politiche sia di maggioranza che di opposizione.

Il futuro dell’Istituto Campana dipenderà dalla capacità di superare le attuali difficoltà e di ristabilire il suo ruolo centrale nel panorama culturale ed educativo osimano

(M5S Osimo)

lunedì 30 dicembre 2024

Pierluigi Ferraro | l'obbiettivo del 45% e limitare il rialzo delle bollette

Di recente l'Enea ha pubblicato un GIS, un sistema che permette di valutare in maniera accurata il potenziale di energia fotovoltaica ricavabile dai tetti degli edifici urbani. 
 

Lo studio rivela che se usassimo tutto lo spazio di questi tetti, quelli meglio posizionati e al momento non utilizzati, le città permetterebbero all’Italia di produrre circa 80 TWh (80 mila miliardi di kWh) all'anno. 

A questi andrebbero sommati i tetti dei capannoni industriali delle aree artigianali e industriali, con un potenziale stimato fra i 20 e 30 TWh. 

Cifre importanti e, sopratutto, a consumo di suolo zero, però non basta.
Nel 2024 tutto il fotovoltaico installato ha prodotto circa 35 TWh, l'Idroelettrico 50 TWh e l'Eolico 20 TWh (valori arrotondati). 

Il sistema Italia consuma ogni anno circa 300 TWh, quindi è evidente che servono anche i grandi impianti.

Gli obbiettivi
Entro il 2050 gli Stati europei devono aver raggiunto la neutralità climatica, con step intermedio al 2030 (cioè fra 5 anni) di una riduzione del 57% di emissioni di gas serra rispetto al 1990. 

Cosa ha fatto il nostro Paese ? 

Al 2020 (ultimo dato rilevato, tra l'altro nell'anno del lockdown) la riduzione si era attestata attorno al 30%

Le azioni
Sono principalmente tre le azioni per raggiungere la neutralità climatica e, aggiungo io, l'indipendenza dalle fonti fossili possedute da altri Stati, non sempre democratici, e fonti di conflitti e di ricatti: 

1) abbassare i consumi
2) modificare la politica dei trasporti (di persone e merci)
3) produrre energia utilizzando gli strumenti che sfruttano le energie rinnovabili a discapito di quelli che utilizzano le fossili. 

Nel 2022 la Commissione ha posto l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 un contributo dalle energie rinnovabili pari al 45% del totale dei consumi finali. A oggi in Italia la quota è pari al 19% (40% nella produzione di energia elettrica). 
Per raggiungere questo scopo  

occorre perciò: 
- modernizzare il sistema elettrico: smart grid e massiccio impiego di strumenti che producono energia da fonti rinnovabili
- elettrificare il più possibile i consumi di: industria, domestico, terziario e trasporti

Conclusioni:
siamo a soli cinque anni dallo step "45% di energia prodotta da fonti rinnovabili" e, aggiungo, sta riprendendo la corsa al rialzo dei prodotti energetici (a causa dell'aumento del prezzo del gas), perciò le chiacchiere devono terminare ! 

Gli Amministratori che non sono in grado, come quelli nazionali e regionali attuali, di poter far raggiungere al nostro Paese l'obbiettivo del 45% e limitare il rialzo delle bollette, devono abbandonare il campo per manifesta incapacità.

(Pierluigi Ferraro)