"Siamo stanchi di assistere impotenti sempre alla stessa scena: un territorio fragile che viene messo in ginocchio dal maltempo e un governo che sa solo mettere in campo interventi di emergenza, oltretutto inadeguati, piuttosto che predisporre un programma nazionale di messa in sicurezza del territorio". Lo afferma la senatrice del Movimento 5 Stelle Serenella Fucksia, prima firmataria di una mozione per il finanziamento di opere e provvedimenti per far fronte ai danni dell'alluvione che a maggio scorso ha colpito le Marche provocando tre vittime.
"La strada da perseguire non può essere sempre e solo quella emergenziale - spiega la Fucksia -: sarebbe invece fondamentale emanare un provvedimento organico che, da una parte, disciplini la gestione delle grandi emergenze e definisca con chiarezza procedure e risorse in caso di eventi calamitosi uguali per tutti, e che, dall'altra parte, dia il via ad un serio piano per la riduzione del rischio idrogeologico in tutto il territorio nazionale, con tempi e fondi certi".
Ma dove reperire queste risorse? La Fucksia sollecita il governo a valutare la possibilità di una richiesta di finanziamento alla Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa (CEB) con l'apertura di un'apposita linea di credito: "il dissesto idrogeologico e le calamità naturali - spiega la senatrice marchigiana del M5S - sono menzionati espressamente tra i settori di intervento della Ceb. Eppure l'Italia, pur essendo insieme a Francia e Germania tra i grandi pagatori della Banca, negli ultimi anni non ha colto le opportunità offerte e non ha usufruito dei prestiti. Ora - conclude - ci sembra arrivato il momento di attingere a questi fondi, il nostro paese non può più aspettare".
Signori, martedi e mercoledi scorsi li ho passati a Genova, dove insieme a cittadini volontari, alcuni sono anche presenti in quest’aula, abbiamo spalato fango e svuotato strade, cantine e esercizi commerciali da tonnellate di fango e cose distrutte, e ciò per poter aiutare anche fisicamente i nostri concittadini, e meglio renderci conto di cosa significa rimanere vittime di un’alluvione, ci siamo ritrovati in una città in cui l’organizzazione era affidata al buon senso dei tanti volontari, e in cui le autorità non erano in grado di affrontare una cosi’ grande tragedia! Ricordo qua oggi che l’incuria del territorio ha causato anche questa volta a Genova una vittima. Poi giovedi’ sono stata in Maremma nella mia regione, la Toscana, nella zona di Albinia -Manciano per meglio rendermi conto del disastro dell’alluvione, avvenuto 2 gg. prima.
Faccio presente che questa zona era già stata martoriata dall’alluvione e straripamento fiumi nel 2012. Allora si contarono danni per centinaia di milioni di euro, case distrutte, attività imprenditoriali annullate, in una sola notte, soprattutto nella zona di Albinia. Ad oggi ci ritroviamo nuovamente a contare i disastri analoghi, altre due innocenti vittime, 2 sorelle di Manciano Marisa e Graziella Carletti, travolte in auto dalle acque del torrente Elsarella che si getta nell’Elsa, in località Sgrillozzo, che è poco più di un rigagnolo.
Altre due vittime innocenti dell’incuria del territorio, che vede fiumi e torrenti esondare e creare annullamenti di cose e vite. Vedere l’auto ormai dopo 2 giorni in mezzo ai campi, trascinata dalla piena, completamente distrutta, e sapere che là dentro due povere signore avevano visto la morte negli occhi, mi ha fatto gelare il sangue. In quella stessa strada, la Statale 74 che porta a Manciano, già si erano verificati fenomeni di allagamenti simili, già dal 2001 si erano segnalati i pericoli di questa strada troppo al livello del torrente, e gli esperti avevano segnalato per preciso punto come molto critico. Lo scrive la Regione Toscana nel Progetto di Piano Assetto Idrogeologico. Manciano rientra nel bacino Regionale Ombrone, e nella relazione generale (quadro conoscitivo delle criticità) al PAI del bacino dell’Ombrone c’è un lungo elenco di interventi .
Al numero 95 della lista degli interventi proposti al fine di ridurre il rischio, c’è l'”Adeguamento altimetrico e planimetrico della Sas (allora era statale) n. 74 in Località Sgrilla e Sgrillozzo, periodicamente sommersi nelle stagioni piovose. Dal 2003 lo stato cede la SS. 74 alla regione, che delega alla provincia il compito di dare le priorità per gli interventi. Le risorse da gestire sono poche rispetto i 3 miliardi che servirebbero per la Toscana, quindi, si fanno scale di priorità. La statale 74 in quella zona, non è tra quelle. Dopo l’alluvione del 2012 il Consorzio di Bonifica ripulisce e allarga il letto dell’Elsa, ma non sono sufficienti e alla prima piena, tutto viene annullato in un batter d’occhio, con la conseguenza della tragica morte delle due signore. Come spesso succede in Italia si punta ad opere di impatto visivo, a grandi opere e la manutenzione del territorio viene lasciata in ultimo piano, le piccole opere a monte, si tralasciano, forse anche perché è difficile e di meno impatto pubblicitario organizzare tagli di nastri in mezzo a boscaglie o campi. Faccio inoltre presente la terribile notizia di questi giorni che sulle vittime del 2012, la procura ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta nessun colpevole per la morte dei tre dipendenti Enel che morirono dopo che la loro auto precipitò nella voragine apertasi nel ponte di Sant'Andrea, sul fiume Albegna.
Segnalo inoltre che NON esiste attualmente un piano di protezione Civile da 2 anni in quella zona, fortemente richiesto dai cittadini. Attualmente il territorio è gestito da Consorzio di Bonifica Toscana Sud, nato dalla fusione tra consorzio OSA Albegna e Consorzio Colline del Fiora e consorzio Bruna Ombrone. L’amministazione locale è monocolore PD, con la benedizione di Marras, (ex presidente della prov. PD di Grosseto) e il pres. Rossi PD della regione Toscana. In questi giorni sono cominciati i rimpalli tra regione col governatore Rossi e il Consorzio di bonifica. Ora Aspettiamoci la solita manfrina dello scaricabarile. Ma lo sappiamo....se si perde tutto....o se si muore di alluvione, la colpa è del dio della pioggia....Giove, Pluvio....la colpa è di chi quel giorno non doveva passare da quel posto preciso...o forse, come qualcuno direbbe in Maremma: “Piove, governo ladro"!