lunedì 8 dicembre 2014

Una giornata a vuoto, la testimonianza di Parma


Vorrei descrivere la mia giornata a Parma per l'evento organizzato da Pizzarotti e dal suo gruppo. 
Sottolineo "suo", perché alla fine si è rivelato tale e capirete il senso di questa considerazione continuando a legger le mie parole.
Sono partito la mattina presto, sveglia alle 5, con il treno che mi ha portato ad una giornata che credevo essere formativa sul tema “Statuto del Consiglio Comunale di Parma”, come descrivono in maniera eloquente le parole del Sindaco sulla sua pagina Facebook (allego l’immagine).
Mi sono sentito preso in giro. Perché nel pomeriggio si è parlato solo e soltanto contro Grillo e contro alcuni errori del MoVimento. Lo streaming non perdona.
Vorrei quindi dire ora quello che non ho potuto dire di  persona durante l’evento, perché alle 16.30 circa mi sono rivolto “staff” di Parma proprio per lamentare la mancanza di un contraddittorio. Ha parlato solo il Sindaco insieme a  tutti i presenti, osannati da una folla urlante, aprendo il contraddittorio solo dopo le pressioni di chi voleva ribattere. Tardivamente, caro Sindaco, perché alcuni presenti a poco più di un’ora dalla fine del comizio dovevano ritornare a casa (io per esempio avevo il treno alle 17.30…).
Volevo dimostrare che non sono un leone da tastiera, come ha detto il Sindaco insultando tutti quelli che non hanno la sua visibilità e devono utilizzare i mezzi a loro disposizione per esprimersi. Ma visto che non ho avuto modo, lo faccio ora con questo scritto, mettendoci la faccia.
Procedo per punti nella speranza di essere più chiaro. 


1) Permettimi di dire a te e a chi ha relazionato la mattina che quando si presenta un lavoro con delle slides queste non si leggono, bisogna approfondirne il contenuto andando a indagare ogni aspetto profondo di quelle parole messe lì solo per riassumere un concetto. Chi insegna lo sa benissimo, chi è laureato come te ancor di più, visto che in sede di discussione della tesi di laurea tra i concetti basilari c’è proprio questo: “non leggere le slides”!

2) Hai detto che c’è differenza tra essere in maggioranza ed essere in opposizione. Permettimi di non essere d’accordo. Quando si scrive un programma elettorale si richiede l’onestà, che noi sottolineiamo essere tra i nostri valori fondanti, di affermare che il nostro programma è sottoposto a criteri di fattibilità. Non scriviamo progetti e idee nel programma che non possono essere attuati. Evidentemente, dalle tue parole più che eloquenti, questo è stato il problema avuto a Parma. Avete promesso cose e, una volta in maggioranza, non riuscite a farle. Incompetenza vostra? Mancanza di professionalità nella stesura del programma elettorale? Fatto sta che esistono solo due modi per ovviare al problema: Attuare il programma o sciogliere la giunta (Beppe docet).

3) Un tuo consigliere, se non rammento male, ha detto che avete alzato le rette degli asili nido puntando sul privato invece che sul pubblico, andando contro quanto spesso affermiamo in campagna elettorale, “perché una volta dentro bisogna fare delle scelte e stare in maggioranza è differente che stare all’opposizione”. E se il privato mi offre 1300 posti di copertura rispetto ai 1000 del pubblico voi avete scelto il privato per non lasciare 300 bambini senza asilo. Se avessi avuto modo di risponderti io avrei detto “no! Avreste dovuto scegliere quello che offriva criteri qualitativi, e non quantitativi, migliori! Eventualmente trovando una soluzione aggiuntiva per i 300 che rimanevano fuori”. E qui mi fermo per non entrare nel tecnicismo.


4) Mi sento preso per il culo. Scusa se offendo il tuo udito con il linguaggio caro a Beppe Grillo, ma questa è stata la sensazione. Io parto da casa con i migliori propositi, pensando ad una giornata formativa e mi ritrovo invece ad assistere ad una giornata mediocre e a un fuori programma contro Grillo, in cui si parla di espulsioni, di problemi del movimento, di libertà di parola. Insomma si parla di tutto tranne che di quello che mi era stato presentato all’atto della “prenotazione”. E non mi si venga a dire che bastino 2 ore e mezza per analizzare nel profondo lo statuto di Parma.
Sinceramente le slides me le guardavo a casa, mi scaricavo lo statuto del Comune di Parma e me lo studiavo comodamente seduto sul divano. Più o meno come faccio con gli atti del mio Comune, con le mozioni e le delibere, senza spendere i soldi e il tempo per venire a Parma. 


5) Rivediamo le espulsioni? Quindi vorresti dire che qualcuno dovrebbe prendersi l’onere di annullare il voto online di numerosi iscritti solo perché lo dici tu osannato da una platea urlante? Direi che non aggiungo altro perché si commenta da sola questa affermazione.

6) Umiltà. Fino a pochi anni fa molti degli attuali rappresentanti dentro le istituzioni non erano statisti. Ora con un po’ di esperienza si atteggiano a luminari della comunicazione e delle scienze politiche. Umiltà, per favore, umiltà! Come non eravamo nulla 5 anni fa, siamo nulla oggi. Vi consiglio la lettura di Socrate (quello del “io so di non sapere”…) e magari di ripassare il principio di falsificabilità di Popper, non fa mai male.

7) Sarti…! Hai detto che i giornalisti non fanno un buon servizio perché prendono alcune tue frasi, come quelle sul logo del Movimento, e le utilizzano in maniera differente. Ti vorrei ricordare che alle basi della comunicazione esiste il principio che l’errore comunicativo è di chi comunica e non di chi riceve la comunicazione (a parte casi patologici). La stampa e la TV sono strumenti e come tali bisogna saperli utilizzare.
Esempio pratico la giornata del 7. Se volete che sui giornali appaia la notizia “Rivoluzione e democrazia diretta a Parma: Presentato il nuovo statuto comunale”, dovete limitarvi a non fare nemmeno la minima battuta contro Grillo durante l’incontro, parlando esclusivamente dell’argomento e glissando le domande su Grillo o su ipotetiche scissioni o malumori con un “mi spiace ma oggi l’argomento è un altro”.
Quindi l’errore, questa volta come tante altre, è vostro.

8) Libertà di espressione. Fortuna che ancora in Italia esiste, ma attenzione a confonderla con l’opinione personale. Nel momento in cui si ha la responsabilità di rappresentare un movimento politico, un bacino di elettori che ti hanno dato fiducia, ogni cosa che esce dalla nostra bocca ha un peso. “Le parole sono pietre” diceva Levi e voi portavoce non ve ne rendete conto.
Prima di aprire la bocca durante un’intervista bisogna ragionare e confrontarsi e, se estemporanea, essere bravi a evitare la domanda e superare l’ostacolo posticipando il momento affinché ci sia maggiore preparazione per saltarlo. Questo a sottolineare che non tutti hanno le competenze per usare gli strumenti di comunicazione e quindi è meglio che l’1 vale 1 non diventi un “tutti fanno tutto”. Chi ha il talento comunicativo lo utilizza, chi non lo ha può studiare per arrivare ad utilizzarlo in futuro e nel frattempo mette a disposizione un altro talento.
Invece io noto che anche a livello parlamentare si apre la bocca senza pensare, trincerandosi dietro le parole “vogliamo maggiore libertà di espressione”. Anche in questo caso: “umiltà”. 


Detto questo direi che state dimostrando, oggi più che mai, che la presenza di Beppe Grillo è al momento più che necessaria poiché non abbiamo la maturità e l’umiltà di camminare da soli. Bisogna formarsi e mettersi in discussione ancor prima di mettere in discussione il “visionario”, in senso positivo, che è veramente oltre. Poiché come tutti grandi pensatori e artisti, Beppe Grillo non è riconosciuto nella propria epoca e probabilmente verrà rimpianto nel futuro quando oramai sarà troppo tardi, come la storia delle grandi rivoluzioni insegna.