domenica 31 luglio 2016

RIFIUTI SOSTENIBILI incontro (M5S) Dossier sui costi dei rifiuti




Tariffa dei rifiuti: una voce di spesa per i comuni assai variabile, spesso impazzita, come dimostrano le nostre bollette che cambiano da città in città.
Sono numerosi i fattori che le influenzano, e molti di essi afferiscono alla cattiva gestione.
Il Movimento 5 Stelle presenta la versione aggiornata dello studio sui costi di gestione di rifiuti, realizzato dal portavoce Alberto Zolezzi e dai componenti della Commissione Ambiente. 
Ecco intanto gli elementi che permettono di ottimizzare i costi e di ridurre la tariffa sui rifiuti:
1) Un tasso di raccolta differenziata almeno del 65% abbinato ad un effettivo avvio a riciclaggio
2) Un tasso di incenerimento (anche con recupero energetico) inferiore al 20%
3) Una produzione di rifiuti procapite inferiore ai 400 kg, da attuare con piani diversificati in base alle varie tipologie di utenze domestiche e non domestiche.
4) Compostaggio domestico (o di comunita') in luogo dell' invio dell' organico a impianti industriali.
5) Raccolta dei rifiuti senza ricorrere a subappalti e tramite piccoli "consorzi di scopo" fra comuni vicini.
6) Estraneità a impianti di gestione di rifiuti, in particolare di smaltimento o recupero energetico (ivi comprese centrali a "biogas" e "biomasse"), ma anche di "riciclaggio": giova ricordare che la prevenzione dei rifiuti è prioritaria rispetto al riciclaggio e che ogni tipo di impianto tende a richiedere quantità minime garantite di rifiuti per il suo funzionamento. Ne consegue che una diminuzione della quantità prodotta di rifiuti va contro ogni logica impiantistica, a patto che essa non sia veramente ridotta ai minimi termini, con tecnologie il più possibile semplici e che richiedano il minor investimento possibile.
Ovviamente la combinazione di più caratteristiche sopra elencate contribuisce ad un progressivo abbattimento dei costi di gestione, indipendentemente dalla popolazione e dal contesto urbanistico o geografico. Possiamo affermare che i comuni che riescono a sommare tutti questi aspetti "virtuosi" raggiungono un costo che va intorno ai 60 - 70 euro/abitante o anche meno. Se consideriamo le sole utenze domestiche, si scende anche sotto i 50.


Un aspetto importante da notare è che non c'è nessuna "economia di scala",ovvero non esiste alcuna convenienza economica a servirsi di una grande multiutility. Anzi, nei piccoli centri (fino a 20000 abitanti in particolare) è piuttosto vero il contrario, e cioè che conviene gestire i rifiuti insieme ai comuni vicini, lasciando possibilmente ad altri l'investimento nei grossi impianti. In questo modo si riesce ad avere le "mani libere" per attuare le politiche di prevenzione, visto che non si hanno quantita' minime garantite da soddisfare e oltretutto si e' stimolati a farlo, dal momento che i rifiuti per il comune diventano un costo e non esistono conflitti d'interesse a ridurre questo costo (ad esempio la proprieta' di una quota della societa' che gestisce la discarica o l'inceneritore).

giovedì 28 luglio 2016

Tutte le date del Tour << Costituzione Coast to Coast >> Alessandro Di Battista (M5S)



Dal 7 Agosto al 7 Settembre 
Alessandro Di Battista sarà in piazza con il Tour 


COSTITUZIONE

COAST TO COAST 

per spiegare i motivi del NO 
al Referendum di Ottobre 


7 agosto ORBETELLO, ore 19.00 Piazza Giovanni Paolo II

8 agosto SAN VINCENZO, ore 21.00 Piazza della Vittoria

9 agosto VIAREGGIO, ore 21.00 Piazza Margherita

10 agosto SANTA MARGHERITA LIGURE, ore 19.00 P.zza Martiri della Libertà, Anfiteatro Bindi    –    ore 21.00 VARAZZE, Piazza Bobani

11 agosto DESENZANO DEL GARDA, ore 19.00 Piazza Matteotti

12 agosto RIVA DEL GARDA, ore 21.00 Piazza Costituzione


13 agosto MOENA, ore 21.00 Piazza Sotegrava


15 agosto  VIGO DI FASSA, ore 10.00 all'arrivo della funivia Ciampedine

16 agosto CHIOGGIA , ore 21.00 Pazzale Italia, Sottomarina

17 agosto CERVIA, ore 21.00 Piazzale dei Salinari

18 agosto SIROLO, ore 21.00 Piazza Vittorio Veneto


19 agosto GIULIANOVA LIDO, ore 21.00 Piazza del Mare


20 agosto TERMOLI, ore 21.00 Piazza Duomo


22 agosto VIESTE, ore 21.00 Piazza Marina Piccola


23 agosto POLIGNANO A MARE, ore 21.00 Piazza Aldo Moro


24 agosto SANTA MARIA AL BAGNO, ore 21.00 Piazza Nardò


26 agosto POLICORO, ore 21.00 Piazza Eraclea


27 agosto CORIGLIANO CALABRO, ore 21.00 Piazzetta Portofino - Schiavonea


28 agosto LE CASTELLA, ore 21.00 Piazza Uccialì


29 agosto SOVERATO, ore 21.00 Bounty Lungomare Europa


30 agosto TROPEA, ore 21.00 Piazza Vittorio Veneto


31 agosto BELVEDERE MARITTIMO, ore 21.00 Anfiteatro - Lungomare di Belvedere


1 settembre MARATEA, ore 21.00 Piazza del Gesù - Fiumicello


2 settembre MARINA DI CAMEROTA, ore 21.00 Piazza San Domenico


3 settembre CASTELLABATE, ore 21.00 Piazza Caduti del Mare


4 settembre AMALFI, ore 21.00 Piazza Duomo


6 settembre ISCHIA Ponte, ore 21.00 Piazza delle Alghe


7 settembre NETTUNO, ore 19.00 Piazza Cesare Battisti







sabato 9 luglio 2016

5 giorni a 5 stelle del 8 luglio 2016 #DirittoAlloStudio (VIDEO)



Questa settimana il sindaco M5S Virginia Raggi, la sua giunta e il Consiglio Comunale si sono insediati come previsto, malgrado i gossip della stampa. Virginia ci presenta tutti gli assessori della sua squadra al gran completo. coRAGGIo Roma: il lavoro comincia! 
Sul fronte del governo, invece, il Pinocchio di Rignano ne combina un’altra delle sue. Qualche settimana fa aveva giurato che Equitalia non sarebbe arrivata al 2018, e ora puntualmente si contraddice coi fatti: nel decreto sulle emergenze di bilancio degli enti locali, spunta l’ennesima proroga. Carlo Sibilia ci mostra il decreto, nero su bianco. Ma il M5S continua per la sua strada: 10 dei nostri sindaci hanno già abolito Equitalia nei loro Comuni.
Nelle aule parlamentari si parla anche delle vittime italiane nell’attentato in Bangladesh. Angelo Tofalo e Vito Petrocelli sottolineano come il governo stringa mani di re e principi che armano e finanziano i terroristi.
E a proposito di guerre, il Parlamento rinnova le missioni internazionali: siamo da 14 anni in Afghanistan, e in Afghanistan non è cambiato nulla, ricorda Tatiana Basilio, e lo stesso accade altrove.
La riforma della scuola di Renzi è un incubo che non finisce mai, o almeno così sembra agli insegnanti che si ritrovano di nuovo in piazza. Il M5S, ci racconta Luigi Gallo, ha pronta una risuluzione -che si può votare subito- per togliere il blocco dei 36 mesi. Silvia Chimienti, Francesco D’Uva e Gianluca Vacca poi, sono andati dal Ministro Giannini a consegnare migliaia di firme raccolte al M5S per chiedere diabbassare le tasse universitarie. Il governo deve ascoltare i cittadini!




A Bruxelles si parla di emissioni automobilistiche. Malgrado le rassicurazioni, sostengono i nostri Marco Zullo ed Eleonora Evi, noi abbiamo ancora molti dubbi. Il governo sta forse cercando di tutelare la Fiat, a spese della salute di tutti?
L’agricoltura è la cenerentola dell’economia, denuncia Daniela Donno in Senato. Prima strumentalizzata per Expo, poi massacrata dal governo. E intanto si sta votando in Parlamento il collegato agricolo... del 2014! Il governo poi vuole la delega per importare latte dalla Romania, pomodori dalla Cina, grano dal Mar Nero, è questa l’agricoltura italiana?
Dal Parlamento Europeo infine arriva una bellissima notizia: l’assemblea plenaria ha votato a favore di una proposta del M5S, firmata da Dario Tamburrano ma discussa ed elaborata anche da tanti cittadini sulla piattaforma Rousseau. Si tratta della nuova etichettatura energetica degli elettrodomestici, una misura che migliora concretamente la nostra vita di ogni giorno e che salvaguarda l’ambiente.

mercoledì 6 luglio 2016

MAFIA EXPO: Sala, Maroni, Renzi, non si sono accorti di nulla in questi anni ? (VIDEO)




Roma, 6 lug. - "Inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nei padiglioni della Fiera ad Expo. Sala, Maroni e Renzi non si sono accorti di nulla in tutti questi anni? Mentre ci complimentiamo per il nuovo corso di Francesco Greco che ha dato impulso ad indagini importanti, ci chiediamo con che faccia il neosindaco di Milano Giuseppe Sala, gia' ad di Expo ed il presidente della Regione Maroni ed il presidente del Consiglio Renzi possano presentarsi ai cittadini lombardi come un esempio di trasparenza e lotta alla corruzione". Lo dichiarano i capigruppo M5S di Camera e Senato Laura Castelli e Stefano Lucidi. "Dove erano Sala, Renzi e Maroni in tutti questi anni nel controllare che gli affari di Expo e Fiera non finissero nelle grinfie della criminalita' organizzata? Eppure di allarmi politici e tramite inchieste e moniti da parte di magistrati ne erano stati lanciati tantissimi" concludono i capigruppo M5S.


Il presidente di Regione Lombardia Maroni, l’ex amministratore delegato di Expo e ora sindaco di Milano Giuseppe Sala, il ministro dell’interno Angelino Alfano e tutto il governo del piazzista Renzi hanno fallito. Expo è stata un oltraggio per le politiche antimafia. Il quadro che emerge dall’inchiesta della Dda di Milano, che oggi ha portato a undici arresti per infiltrazioni mafiose in Expo e in Fiera Milano, rappresenta la disfatta annunciata dell’evento “cento per cento mafia free” di Roberto Maroni. E invece la mafia è ingrassata all’ombra dei padiglioni di Expo e della politicizzatissima Fiera di Milano. Le promesse di vigilanza e legalità sono state una barzelletta. Il Presidente Maroni, insieme alla combriccola di Expo Mafia Free, da Sala al Prefetto Tronca, da Pisapia ad Alfano, hanno messo in campo politiche contro l’infiltrazione mafiosa inadeguate e in ritardo, chiudendo i cancelli a buoi scappati. Per fermare il crimine organizzato non servono patti tra gentiluomini. E’ ampiamente dimostrato che la mafia riesce ad infiltrarsi quando la politica lo permette e il caso Fiera Milano, con le nomine politiche, è tutto da chiarire. In Lombardia è necessario dichiarare lo stato di emergenza e azzerare la classe dirigente nelle istituzioni. Gli appalti finiscono nelle mani dei mafiosi che usano la violenza, l’intimidazione, l’omertà e soprattutto la corruzione. Il Comitato Antimafia milanese aveva segnalato i rischi e le azioni da fare per evitarlo come i controlli in notturna, e aveva suonato un campanello d’allarme che purtroppo è rimasto inascoltato. Le istituzioni hanno sottovalutato ogni segnale e sono corresponsabili dell’ingresso in Expo e in Fiera delle imprese mafiose dalla porta principale. Un ringraziamento, e la richiesta di andare fino in fondo, va alla Guardia di Finanza e alla Procura delle Repubblica di Milano.

Giulia Sarti (M5S) Reato di depistaggio e frode in processo penale diventerà Legge




Finalmente il reato di depistaggio e frode in processo penale diventerà Legge.
Ci siamo dietro da 2 anni.
Attualmente non esiste questo reato nel nostro codice penale nonostante la Storia d'Italia sia unica nel suo genere per i casi di depistaggio avvenuti dalla strage di Portella della Ginestra fino ai giorni nostri.
Il Senato ha modificato il testo e il 26 maggio 2016 finalmente l'hanno votato.
Noi ora qui alla Camera ci prepariamo alla discussione in Aula e alla definitiva approvazione!

Sono felice che avvenga poco prima dell'anniversario della strage di via d'Amelio e di quello della strage alla stazione di Bologna.
Avremo, per una volta, un bell'argomento e una buona legge di cui essere fieri durante le manifestazioni. Questo è un punto di partenza.
La Verità sulle stragi continueremo a cercarla e a pretenderla con ogni mezzo.

(Giulia Sarti)



martedì 5 luglio 2016

Palermo: Panificio chiude per fallimento i vicini rubano corrente elettrica



Sono partite le denunce alle forze dell'ordine, ma nell'ottobre del 2015 i titolari, una giovane coppia, hanno dovuto chiudere bottega. A raccontare la vicenda è Miriam La Barbera, giovane mamma che aveva aperto il panificio in via Salvatore Morso, nella zona di corso Tukory. Quando sono arrivate le prime bollette da 500 e 1.000 euro, i titolari si sono insospettiti, anche perché avevano il forno a legna e pochissimi elettrodomestici. Si sono rivolti all'Enel che, effettivamente ha riscontrato che il contatore girava velocemente, nonostante fosse tutto staccato. 
Ecco cosa si legge:
"Mi dicevano di averne bisogno e anzi in un primo momento ci siamo pure proposti di lasciarglielo fare facendogli pagare qualcosa. Le donne mi dicevano che avrebbe dovuto essere il nostro contributo per le ‘famiglie dei carcerati’, questo hanno detto".
E ancora:
"Due signore sono entrate nel panificio inveendo contro di me, che avevo in braccio mia figlia di nove mesi. ‘Un mi scantu i’tia, ti friddulìu (ti taglio tutta, ndr)’”. E poi giù con il lancio di biscotti e bottiglie. Nel frattempo a dar manforte era arrivato anche il fidanzato di una ragazza, che non ha gradito la chiamata al 112. "Avete già le casse da morto pronte se vengono gli sbirri o l’Enel”, gli avrebbe gridato un giovane di Ballarò. Poco dopo è arrivata una pattuglia di carabinieri del Nucleo Radiomobile. "Ci hanno invitato ad allontanarci – conclude la ragazza – perché restare lì non sarebbe stato sicuro". Quell’episodio è l’ultimo di una storia denunciata ai carabinieri della stazione Scalo, seguita solo dalla chiusura definitiva del "forno" e dall’amarezza di un fallimento imprenditoriale indotto da un sistema tutt’altro che infallibile.
Dopo qualche accertamento dei militari, ad oggi, sembrerebbe che nessun fascicolo sia stato aperto in Procura. Una denuncia caduta forse nel vuoto. Come i sogni dei due giovani imprenditori palermitani che pensavano di mettere su famiglia e vivere con il sudore della fronte, alzandosi alle 5 del mattino per preparare pane e pizza.
 fonte PalermoToday 

domenica 3 luglio 2016

Maria Edera Spadoni (M5S) Brexit e situazione in Italia (VIDEO)



-Ogni Paese contribuisce al bilancio europeo con l’1% del pil nazionale.

-Nel 2013 l’Italia ha versato nelle casse di Bruxelles circa 15 miliardi di euro e ne ha riportati a casa poco più di 9 da investire in progetti che, in teoria, dovevano rilanciare l’economia, ma in realtà hanno ingrassato le clientele.

-Rispetto al contributo versato, l’Italia ha perso 5,4 miliardi nel 2012, addirittura 7,4 nel 2011, ben 6,5 nel 2010, e così via.
-In dieci anni abbiamo versato nelle casse europee 159 miliardi di euro (presi dalle tasse pagate in Italia), e ne abbiamo ripresi appena 104: in totale, 55 miliardi persi, buttati via per grave insipienza politica, sia a livello nazionale che regionale. Mancavano i progetti sui quali investire. E quando sono stati presentati e finanziati, il risultato è stato deprimente: a malapena l’Italia è riuscita a spendere il 52,7% dei fondi comunitari assegnati.


(Maria Edera Spadoni)