sabato 28 febbraio 2015

#5giornia5stelle del 27 febbraio 2015 - #tarantotradita

Tanto lavoro questa settimana per il M5S, a cominciare da una visita al Quirinale che ha lasciato il segno: cordiale e costruttiva per tutti.
Molto meno promettente invece la sorte delle antenne RAI, con il governo che vuole vendere RaiWay a Sua Emittenza il cav. Berlusconi. Alberto Airola ci parla di questo inciucio e del conflitto di interessi mai risolto.
Andrea Colletti, invece, ci spiega bene cosa è successo con la legge sulla responsabilità civile dei magistrati, tra Camera e Senato.
La scuola poi, che per Renzi è un mero mezzo di propaganda, per il M5S va presa sul serio. Venerdì abbiamo presentato le nostre 7 soluzioni per la scuola, con una conferenza stampa alla Camera.
Di seguito Andrea Cioffi e Carlo Martelli, al Senato, spiegano perché il M5S e tutti i cittadini non ne possono proprio più di assurdi decreti come il Milleproroghe che si sta discutendo in questi giorni.
Sarebbe molto più importante pensare all'ambiente: Diego De Lorenzis invita allora tutti i tarantini a venire alla Camera il prossimo martedì, in occasione del Decreto Ilva, che viene discusso proprio mentre al Senato arriva la legge Micillo con cui il M5S cerca di mettere finalmente al bando gli ecoreati.
E sempre per pensare al territorio, Gianluca Castaldi e Sergio Puglia con un ironico video dall'aula del Senato denunciano la follia dell'IMU agricola, una tassa che penalizza chi coltiva la terra e produce cibo.
Per finire, la Palestina. Manlio Di Stefano denuncia la schizofrenia di un Parlamento che all'italiana è riuscito ad approvare due mozioni contrarie. La Palestina viene riconosciuta o no? Non si sa.


Il TG del Movimento Cinque Stelle da far vedere ad...amici...parenti...famigliari...tramite TABLET...SMARTPHONE...PC...siamo attivisti informiamo i cittadini disinformati e teniamoli al corrente di quanto succede nelle aule dei palazzi 

giovedì 26 febbraio 2015

Giannini e Renzi i numeri li stanno dando da luglio 2014


La scuola non è un gioco.

Giannini e Renzi i numeri li stanno dando da luglio 2014. E stanno tenendo anche uno spettacolo indegno. L'unica cosa che è ben chiara della Buona scuola di Renzi sono i soldi alle scuole private che ormai è un chiodo fisso del MInistro Giannini e di tutto il PD.



Anche al M5S piacerebbe tanto un un sistema di valutazione ma del ministro dell'istruzione e non ci vuole la sfera di cristallo per capire che la Giannini verrebbe subito mandata a casa da tutti i cittadini per manifesta incapacità. I docenti che lei non vuole assumere hanno superato un concorso pur se non hanno mai insegnato.

Qualcuno spieghi a Renzi e al Ministro che la scuola non è un giocattolo e i gli italiani non sono dei deficienti da prendere in giro. Noi cittadini eletti con il M5S eravamo gli inesperti, ma a differenza del dilettante allo sbaraglio oggi Presidente del Consiglio, noi ne eravamo consapevoli e ci siamo messi a lavorare e studiare depositando importanti proposte di legge che affrontano i problemi della scuola in modo strutturale. Il Bomba invece preferisce trasformare tutto in marketing, slogan, parole vuote e comparsate televisive.

"Assumiamo 150mila docenti!" "No 120mila!" "No, facciamo un piano pluriennale di assunzioni!" "Assumiamo tutti i precari delle graduatorie di esaurimento!" "No quelli che hanno vinto il concorso ma non hanno mai lavorato li lasciamo a casa!" "Cancelliamo gli scatti stipendiali per anzianità di servizio!" "No ne cancelliamo solo 2 terzi continuando ad impoverire il personale della scuola meno pagato di Europa!" Bla, bla, bla

Il ministro non può cancellare gli scatti di anzianetà senza i tavoli di concertazione con i lavoratori. Non si possono modificare gli stipendi per legge. Già per quest'anno con il blocco degli scatti stipendiali il governo ha sottratto 350 milioni ai lavoratori della scuola. Lo stipendio dei lavoratori è stato già ridotto dal governo e lo sarà ancora. Renzi non ha messo un euro su questa riforma e sarà sempre il suo problema.

Siamo stanchi. E' ora di riprenderci il paese. Iniziamo dalla scuola e dobbiamo esserci tutti a scrivere le pagine della storia. Renzi ha annullato il decreto della Buona Scuola previsto per venerdì al Consiglio dei Ministri.


Stanno S-vendendo RAI WAY indovinate chi la comprerà? (VIDEO)


A maggio, Berlusconi, ospite a "Porta a Porta" mi definì un buffone perché denunciavo la possibilità di un'intesa tra lui e Renzi sulla vendita di Rai Way, la società che possiede e gestisce la rete di trasmissione del segnale radiotelevisivo in Italia. Cosa succede a meno di un anno di distanza? Vi sembrerà strano ma Mediaset punta a comprare proprio Raiway, attraverso la sua società delle torri Ei Towers lanciando un'opa di 1,2 miliardi di euro. Tutto questo può avvenire esclusivamente perché in modo irresponsabile o magari premeditato il governo ha costretto la Rai a fare cassa in tempi rapidi dopo aver tagliato 150 milioni di euro a copertura del decreto Irpef (80 euro) e contestualmente indicando la quotazione in borsa di Rai Way. La strada che si è intrapresa, ai miei occhi, era evidente fin dall'inizio ed è per questo che ho denunciato ovunque questa situazione e le sue drammatiche conseguenze. Oggi tutti i giornali titolano di questa mossa a sorpresa di Mediaset, ma qui si sorprende solo chi non guarda, chi si gira dall'altro lato o chi è complice. Questa è la democrazia: incontrarsi in una stanza da soli e parlare di affari ai danni del Paese. L'operazione di trasparenza e di onestà che ha fatto invece il Movimento in quasi due anni di legislatura rimarrà nei libri di storia. 
Chi è allora il buffone? Come vedete, il tempo è sempre galantuomo, e in questo caso aggiungerei purtroppo.



mercoledì 25 febbraio 2015

Appovata la proposta M5S incentivi fiscali scuola-lavoro


Presto ci saranno INCENTIVI FISCALI per le imprese che investono nella formazione degli studenti. Si potrà finalmente intervenire a migliorare la qualità dell'alternanza scuola-lavoro che soprattutto nel centro-sud è caratterizzato dall'assenza di una rete industrale di grande imprese.

La proposta del M5S approvata in commissione cultura permette di sviluppare in tutte le aziende italiane una nuova attenzione agli studenti grazie agli incentivi fiscali per l'assunzione di personale per la formazione e l’attrezzatura di spazi lavorativi in aziende funzionali all’alternanza scuola/lavoro.

C'è ancor molto lavoro per valorizzare le piccole e medie imprese e le differenze tra i territori, costruire rete e puntare sul tessuto artigianale che in tante aree del paese può essere rivitalizzato dall'alleanza con la scuola. Con un provvedimento del genere sarà possibile dare nuova linfa anche a quegli istituti professionali come il Caselli di Napoli, un’eccellenza oltre che l’unica scuola di ceramica in Italia. Il Caselli rischia di chiudere i battenti a causa dei tagli all'istruzione. Proprio grazie ad un progetto teso a favorire l’alternanza scuola/lavoro sarebbe possibile impedire la chiusura di un polo d’eccellenza di Capodimonte coinvolgendo imprese pronte a fare un alleanza con il mondo della scuola

martedì 24 febbraio 2015

Le pagliacciate di RENZI, quando le consultazioni si fanno CENSURA


Le ridicole kermesse del PD sarebbero esilaranti se non fossero pericolosamente permeate da quell'ideologia della scuola-azienda che il PD ha sempre finto di rigettare e che ora intende propinare con le riforme sulla scuola.
Le contestazioni dei docenti che hanno tentato inutilmente di intervenire oggi durante l'ennesimo show di Matteo Renzi, hanno suscitato l'indegna reazione autoritaria del premier: "abbiamo ascoltato tutti, ora si va avanti e decidiamo noi".
Vedremo se e come andrete avanti.
Farete come avete fatto con il Jobs Act, svendendo i diritti dei lavoratori in cambio di una fallimentare ideologia iper-liberista senza uno straccio di visione del futuro?
Cosa farete con la scuola?
Parole d'ordine: privatizzazione e distorsione meritocratica.
Siete dei vergognosi burocrati senza alcuna esperienza nel campo della formazione e dell'educazione.
Non comprendete l'enorme rischio di far sì che i docenti, che dovrebbero cooperare in sinergia per il buon andamento delle classi, siano messi gli uni contro gli altri in una competizione feroce all'ultimo credito, utile a ottenere quei miseri 20€ in più in busta paga ogni tre anni.
Non capite che il docente non può essere giudicato in termini di produttività perché fa un mestiere diverso da qualunque altro?
Gli insegnanti formano le menti e le coscienze dei cittadini di domani.
Non capite che i vostri assurdi parametri di merito imposti, anch'essi, dalla troika e dal mondo del profitto di cui siete figli, allargheranno sempre di più la forbice tra scuole di serie A e scuole di serie B?
Il sapere ridotto a merce, gli studenti come clienti a cui offrire un prodotto, i docenti come dipendenti di un'azienda, premiati sulla base della produttività e degli esiti degli aridi e nozionistici test INVALSI.
Questa è la società che volete costruire, anche con la possibilità per gli allievi di "scegliere il proprio curriculum e le materie". 
Il ragazzo più debole sarà sempre più debole e andrà in scuole peggiori, il più dotato (anche economicamente) sarà più preparato e andrà nelle scuole migliori. Seguito da quei professori "migliori" che formeranno la classe dirigente del Paese.
Gli altri professori li lascerete agli alunni meno bravi, a quelli che non potranno permettersi di pagare per la propria formazione.
Ridurrete la Costituzione a carta straccia, frapporrete ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediranno il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La Scuola Buona esiste già ed è di tutti. 
Non ha bisogno che voi del PD la distruggiate, portando a compimento i disegni più beceri mai riusciti ai governi di Centro destra, privatizzando la scuola e rendendola un'azienda da valutare in termini di profitto.
Tutti i ragazzi devono avere le stesse opportunità e il mondo della scuola, seppur imbonito dal ricatto dalle assunzioni, si rivolterà contro il vostro progetto di distruzione e, soprattutto, contro la vostra enorme hybris.

sabato 21 febbraio 2015

Scandalo alle primarie del PD 65€ per votare Renzi (VIDEO)


Da alcuni articoli di stampa si apprende che è stata depositata una denuncia alla Procura della Repubblica di Firenze contro il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, denuncia relativa ad una particolare dinamica nata durante le primarie del PD.


L'esposto di Martigli esprime quanto segue: Fui contattato da un cliente, mi venne proposto un accordo: votare Matteo Renzi alle primarie. Tutto questo era pagato con un compenso di 50 euro più 15 per la tessera Pd che mi sarebbe stata fatta al circolo Vie Nuove prima della votazione. Il compenso sarebbe stato pagato da un noto commercialista." Dall'integrazione di questa denuncia si apprende che il noto commercialista è Fabio Giorgetti, attuale consigliere comunale di Palazzo vecchio in quota PD.





#5giornia5stelle del 21 febbraio 2015


Il TG del Movimento Cinque Stelle da far vedere ad...amici...parenti...famigliari...tramite TABLET...SMARTPHONE...PC...siamo attivisti informiamo i cittadini disinformati e teniamoli al corrente di quanto succede nelle aule dei palazzi 

Candidati consiglieri M5S Regione Marche circoscrizione Macerata (VIDEO)

venerdì 20 febbraio 2015

Candidati consiglieri M5S Regione Marche Prov. Ancona (VIDEO)



Giovedì 19 Febbraio 2015 si è tenuto a OSIMO (An) un' incontro con i candidati Consiglieri della Regione Marche, insieme ai cittadini presenti i candidati hanno cercato di condividere idee e progetti da presentare alle prossime elezioni regionali che si svolgeranno nel mese di Maggio 2015


martedì 17 febbraio 2015

I Cinque Stelle votano NO agli ammortizzatori sociali del Jobs Act

In Commissione Lavoro Senato abbiamo votato i pareri sulla delega degli AMMORTIZZATORI SOCIALI. 
Vi allego cio' che abbiamo riferito all'aula, il nostro essendo un parere di minoranza non è stato votato. Si è' invece votato il parere all'intera delega al Governo che per noi NON è accettabile, pertanto abbiamo votato NO.
Il motivo lo potete leggere qua di seguito:
" AG 135
Schema di decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati

PROPOSTA DI PARERE
La commissione 11^ del Senato,
in sede d'esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati (AG 135)
premesso che:
lo schema di decreto in esame deve necessariamente essere inserito nel contesto più generale della legislazione sul lavoro degli ultimi anni, in particolare nel disegno complessivo delineato dai provvedimenti che hanno costituito il cosiddetto Jobs act;
il risultato che si delinea, in attesa dell'emanazione degli ulteriori decreti attuativi delle deleghe contenute nella legge 10 dicembre 2014, n. 183, è la costruzione (nonostante affermazioni di principio come, da ultimo, l'articolo 1, comma 7, lettera b) della citata legge delega, peraltro già normativamente stabilita dall'articolo 1, comma 01 del dlgs 368/2001) di un mercato del lavoro caratterizzato da una netta prevalenza di contratti a tempo determinato, singolarmente di durata sempre più breve ma con ampie possibilità di essere reiterati abbinati ad una maggiore flessibilità in uscita del contratto a tempo indeterminato;
a tutto ciò, anche alla luce del contenuto del presente schema di decreto, fa da contraltare la previsione di istituzione di strumenti di sostegno al reddito che non appaiono adeguati a garantire il lavoratore nei periodi di disoccupazione involontaria;
la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) secondo quanto stabilito dall'articolo 1 dello schema di decreto in esame, sostituisce, con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 maggio 2015, le prestazioni di ASpI e miniASpI introdotte dall’articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92 e che a loro volta avevano sostituito rispettivamente l'indennità di disoccupazione e l'indennità di disoccupazione a requisiti ridotti;
il nuovo strumento tuttavia non sembra avere gli stessi vantaggi degli strumenti di sostegno del reddito che va a sostituire in termini di prorogabilità ed applicabilità a specifici settori in grave sofferenza;
considerato che:
il comma 3 dell'articolo 4 stabilisce che la Naspi "è ridotta progressivamente nella misura del 3% al mese dal primo giorno del quinto mese di fruizione" che diventa il primo giorno del quarto mese di fruizione "per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2016";
la percentuale di riduzione, apparentemente esigua, risulta in realtà gravemente penalizzante. Per il reddito preso a base e che dovrà essere rivalutato ogni anno sulla base degli indici Istat del costo della vita, (1195 euro), I'indennità lorda sarà inizialmente di 896,35 euro per arrivare, nel caso di utilizzo di tutte le 78 settimane di copertura, ad un'indennità lorda di 567,55 euro che rappresenta il 47,49% del reddito di cui si godeva al momento della perdita del lavoro. Se si prende ad esame un reddito di 1500 euro lordi (range nel quale rientra la stragrande maggioranza dei lavoratori) l'indennità lorda sarà inizialmente 972,5 euro per arrivare, sempre nel caso di utilizzo di tutte le 78 settimane, ad un'indennità lorda di 615,84 euro che rappresenta il 41,06% del reddito di cui si godeva al momento della perdita del lavoro. Ambedue le cifre citate sono al di sotto della soglia di povertà;
tale riduzione appare dunque illogica, punitiva ed ingiustificata quasi che la permanenza nella condizione di disoccupazione sia imputabile alla volontà del lavoratore. E' infatti col permanere dello stato di disoccupazione che si andranno progressivamente ad erodere gli eventuali risparmi a cui può fare ricorso il lavoratore che abbia perso il lavoro e dunque sarà proprio nel momento di maggiore necessità che quello stesso lavoratore si vedrà ridurre l'effettivo importo del beneficio in maniera inversamente proporzionale all'aumentare delle necessità;
la disposizione in questione dovrebbe essere cancellata se non addirittura invertita prevedendo un incremento anzichè una riduzione. L'obiezione in base alla quale una simile modifica finirebbe per disincentivare il lavoratore a ricercare un'occupazione è facilmente contraddetta tenendo conto della disposizione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), che condiziona l'erogazione della NASPI "alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti". Al fine di rendere realmente efficace tale meccanismo di condizionalità sarebbe tuttavia necessario dare piena e rapida attuazione alle apposite disposizioni di delega di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 1 della legge 10 dicembre 2014, n. 183 sui servizi essenziali in materia di politica attiva del lavoro, destinando a tal fine consistenti ed adeguati investimenti in capitali e risorse umane;
va inoltre segnalato come, rispetto alla prima versione dello schema di decreto pubblicata, sia stata cancellata la previsione, di cui all'articolo 12, del periodo transitorio per il 2015 per quanto riguarda la contribuzione figurativa che invece viene sin da subito rapportata entro un limite di retribuzione pari a 1,4 volte l'importo massimo mensile della NASpi per l'anno in corso;
appare opportuno l'inserimento di una specifica disposizione volta a consentire al lavoratore la possibilità di integrare, mediante versamenti volontari la contribuzione figurativa fino al raggiungimento di un monte contributivo pari a quello che sarebbe spettato in mancanza del riproporzionamento di cui al comma 1 del citato articolo 12;
la nuova disciplina appare svantaggiosa per i lavoratori stagionali che non potranno più coprire il proprio reddito per tutto l'anno, in quanto percepiranno l'indennità per la metà dei mesi lavorati. In pratica chi riusciva a lavorare 6 mesi all'anno, poteva coprire gli altri 6 mesi dell'anno con il sussidio. Dal 1 maggio invece, i lavoratori stagionali, percepiranno la metà dei mesi lavorati (quindi solo per 3 mesi). Il danno economico, per le famiglie che lavorano in posti dove c'è solo lavoro stagionale, sarà enorme. Questa situazione comporterà l'impoverimento dei paesi che vivono di turismo;
considerato inoltre che:
l'articolo 1, comma 2, lettera b), numero 3) della legge 10 dicembre 2014, n. 183 recava quale criterio di esercizio della delega l'universalizzazione del campo di applicazione dell'ASpI, con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
al contrario, l'articolo 15 dello schema di decreto in esame reca le disposizioni per l'istituzione, seppure per un periodo stabilito, di una specifica indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto (DIS- COLL);
il comma 7 del citato articolo 15 stabilisce che per i periodi di fruizione della DIS- COLL non sono riconosciuti contributi figurativi, disposizione che contribuisce in maniera grave a rendere ancor più frammentaria la posizione previdenziale del lavoratore su cui già grava peraltro l'intero onere contributivo;
anche in tal caso appare opportuno precisare esplicitamente, mediante l'inserimento di una specifica disposizione, che per i percettori di DIS-COLL è prevista la possibilità di integrare il proprio monte contributivo attraverso versamenti volontari;
considerato infine che:
la Naspi durerà al massimo la metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni, con un tetto di due anni fino al 2016 e solo 18 mesi a partire dal 2017;
la DIS-COLL è riconosciuta al massimo per sei mesi, nella speranza forse, anche se si fatica a comprendere fondata su quali basi, che il rapporto oltre l'anno di lavoro si configuri un contratto di lavoro subordinato e non una semplice collaborazione;
entrambi i termini appaiono troppo brevi e dunque è necessaria una loro estensione;
anche l'ulteriore strumento previsto all'articolo 16 dello schema di decreto in esame, l'assegno di disoccupazione (ASDI), presenta una serie di problematicità:
• il fatto di essere previsto, in via sperimentale, per il solo anno 2015 e di essere destinato ai soli percettori di NASPI (comma 1);
• una durata massima di soli sei mesi ed un importo pari al 75% dell'ultima NASPI percepita (comma 2);
• uno stanziamento di risorse dedicate che, pur aumentato rispetto alla prima stesura pubblicata, appare ancora insufficiente e di cui, peraltro, non appare chiara la copertura (comma 7);
rilevato che:

i provvedimenti finora illustrati non appaiono idonei ad incidere in maniera significativa sulle fasce di disoccupazione strutturale;
permane la necessità di porre in essere strumenti più generali di sostegno al reddito dei lavoratori accanto ai provvedimenti per il sostegno in caso di perdita involontaria dell'occupazione;
questi ultimi infatti non colgono da soli l’effettivo bisogno di un radicale mutamento di tendenza nelle prospettive di welfare del nostro paese, ancor più, viste alla luce dell’attuale congiuntura economica;
è necessario prendere coscienza che, con la detta congiuntura nonchè il persistente stato di crisi finanziaria, risulterà come peraltro già risulta, estremamente complicato creare lavoro stabile e garantito per tutti;
la conseguenza di tutto ciò è una progressiva ed irreversibile esclusione di sempre più ampi strati della popolazione dal tessuto sociale e dunque un depauperamento generale della società, una perdita progressiva di inclusione e di comunità il cui contraltare è un aumento del rischio sociale, della violenza, dell’insicurezza sociale, fonti di rabbia ed arroccamento individuale di alcuni privilegiati sulle proprie posizioni acquisite;
è necessario operare una semplificazione del welfare al fine di renderlo al contempo più certo ed essenziale, più concretamente presente nella vita dei cittadini, molti dei quali sono costretti a sopravvivere al problema occupazionale dovendosi al contempo confrontare con un sistema eccessivamente frammentato e non in grado di fornire certezze;
il pur ragionevole intento di estendere la vigente Aspi e migliorarla non assicura il radicale mutamento di tendenza;
ogni cittadino deve poter contare su un reddito di cittadinanza indispensabile per vivere dignitosamente, collegato alle politiche attive del lavoro, alla formazione costante del cittadino, che garantisca l'inserimento nel mondo del lavoro del cittadino nel rispetto dei principi della carta dei diritti fondamentali dell'unione europea, della Costituzione e della Risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2010;
Per tutti questi motivi, a questa delega n. 135 su amortizzatori sociali 
ESPRIMIAMO PARERE CONTRARIO.

I commissari del M5 Stelle, CATALFO, PUGLIA, PAGLINI

lunedì 16 febbraio 2015

Film - LA TRATTATIVA di Sabina Guzzanti




Sabina Guzzanti alla fine del Film - La Trattativa proiettato a Jesi (An) Venerdì 13 Febbraio 2015 un ringraziamento al Movimento Cinque Stelle di Jesi 

domenica 15 febbraio 2015

#5giornia5stelle del 13 febbraio 2015



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venerdì 13 febbraio 2015

Scoppia la rissa PD SEL in aula, M5S grida ONESTA' (VIDEO)

E' quello che ha riservato la seduta notturna della Camera dedicata alle riforme, la seconda della seduta fiume decisa mercoledì sera dalla maggioranza. 

Quando sono ripresi i lavori inaspettatamente Riccardo Fraccaro ha lanciato la mediazione che avrebbe permesso di superare l'ostruzionismo del M5S: accantonare l'articolo 15 del ddl, riguardante il referendum, e votarlo a marzo, assieme al voto finale sul testo.

La proposta ha ricevuto un sostanziale "niet" dal capogruppo del Pd Roberto Speranza, il quale ha ricordato sia la contrarietà del Pd all'emendamento di M5s di un referendum senza quorum, sia la contrarietà ad un "ricatto" al Parlamento. Benché sul merito del referendum senza quorum nessun gruppo sia d'accordo, comprese le opposizioni, queste hanno invitato il Pd ad accettare l'idea dell'accantonamento.


giovedì 12 febbraio 2015

Gianni Maggi M5S - Regione Marche gli indagati dimostrino trasparenza e onestà


La presunzione d’innocenza vale per tutti, anche per presidenti, assessori e consiglieri della regione “virtuosa” che potranno dimostrare come noleggi di camper, soggiorni a Chianciano, cene di compleanno e discoteche siano spese legate alla loro attività istituzionale e politica.
Ma se il milione di euro di soldi nostri speso in regione dal 2008 al 2012 da esponenti di tutti i partiti non si configura come reato penale, politicamente assume contorni inquietanti e inaccettabili. Per questo chiedo che tutti coloro, elletti e non, di maggioranza e opposizione, che hanno ricevuto gli avvisi per peculato e truffa, non presentino la loro candidatura alle prossime elezioni regionali per mettersi a disposizione della giustizia e chiarire la loro posizione.
Persone che debbono dimostrare di non aver speso il denaro pubblico per il loro tornaconto personale non possono proporsi per amministrare una regione che chiede sacrifici sempre più gravosi a cittadini e famiglie!
Il Movimento 5 Stelle mette onestà e trasparenza al primo punto del suo programma elettorale per le regionali e dunque si candida come unica alternativa alla politica delle poltrone e del tornaconto personale.
Auspico dunque che la giustizia faccia rapidamente il suo corso e che non si intorbidino le acque cercando di far passare l’assunto “tutti rubano, nessuno é ladro”. Proprio ora che il centro sinistra fa le primarie e il centro destra “inciucia” pseudo alleanze non sarebbe male che Spacca, Marcolini e i rispettivi soci si impegnino a restituire a noi marchigiani il maltolto.

Gianni Maggi - Candidato Presidente M5S Regione Marche 

Colpo di scena del M5S in commissione lavoro al Senato


Ieri sera , dopo le 21,00 Grazie ai tre nostri voti determinanti licenziamenti collettivi non faranno parte del Jobs Act.!!!
Una misura questa che permettera' di salvaguardare centinaia di migliaia di lavoratori".
Il PD in netta difficoltà dovuta a suoi equilibri.... O meglio dire SQUILIBRI interni si accorge sul filo di lana che se andrà avanti con la macelleria sociale elettoralmente rischierebbe grosso! 
Grazie alla integrazione approvata, si chiede al Governo 'l'opportunita' di rivedere il regime sanzionatorio prevedendo la reintegrazione in caso di violazione dei criteri previsti dai contratti collettivi'".
Il M5S ha dimostrato ancora una volta di piu' di essere determinante. 
Sia come inflessibile opposizione contro ogni tipo d'ingiustizia sociale, che come forza pragmatica, disposta al dialogo senza ideologie su singoli provvedimenti condivisi che tutelano i cittadini .
Figura invece barbina da parte di uno dei veri artefici del Jobs Act, il prof. Ichino, che fresco di salto della poltrona ( da "sciolta civica al PD ) che al momento di votare .... Esce dall'aula , per rientrare dopo 5 secondi! Evidentemente non sapeva come conciliare la sua coscienza che lo porta ad avvallare i "facili licenziamenti collettivi " rispetto alla sua nuova folgorazione politica PIDDINA che gli imponeva il contrario ! Insomma davanti al dubbio amletico preferisce SCAPPARE ! E questi sono i grandi pensatori esperti di diritto del lavoro ! Auguri italiani !

Caos in Aula, M5S contro Boldrini: "Serva" (VIDEO)

Il Pd cerca di stringere i tempi per l'approvazione del ddl sulle riforme costituzionali. La Camera ha approvato la richiesta del capogruppo Roberto Speranza di una seduta fiume, un escamotage tecnico per aggirare la possibilità per ogni parlamentare di presentare sub-emendamenti. Dure proteste del M5s, che ha costretto la presidente Boldrini a sospendere la seduta. Poco prima la Lega Nord e Fi avevano ritirato tutti i propri sub-emendamenti.
Il voto è avvenuto in un caos totale. Molti deputati grillini si sono riversati dai propri banchi nell'emiciclo, dove si erano schierati i commessi a difesa dei banchi del governo, sui quali sedeva immobile il ministro Maria Elena Boschi. Subito dopo il voto i Cinquestelle hanno prima scandito slogan contro i deputati del Pd, gesticolando al loro indirizzo ("buffoni"), e poi hanno cominciato a scandire "serva, serva", verso la Boldrini che, visto il caos, ha interrotto la seduta. 

Speranza: "Voto finale entro marzo" - Speranza, dopo aver chiesto la seduta fiume, ha aggiunto che il voto finale sul ddl potrebbe avvenire la prima settimana di marzo. Tutto ciò dopo che Lega e Fi avevano ritirato i sub-emendamenti presentati nei giorni scorsi e riferiti agli emendamenti depositati da altri parlamentari di altri gruppi. Rimasti solo quelli che si riferiscono ai pochi emendamenti del relatore Emanuele Fiano. Dopo l'annuncio di Boldrini, il capogruppo della Lega Massimiliano Fedriga ha sottolineato che quella del Carroccio è una scelta "politica". Restano a questo punto sul tavolo gli emendamenti dei Cinquestelle. 

Rissa sfiorata tra deputati Ncd e Lega - Prima dell'approvazione della seduta fiume, rissa sfiorata tra deputati della Lega e di Ncd. Sergio Pizzolante era intervenuto a nome di Ncd per annunciare l'appoggio del suo gruppo alla richiesta del Pd. Pizzolante aveva chiuso invitando ad evitare "speculazioni di bassa lega", aggiungendo: "Dico non a caso 'bassa lega'". A questo punto alcuni deputati del Carroccio si sono lanciati contro di lui, difeso dai commessi. Altri deputati della Lega sono intervenuti mentre la presidente Laura Boldrini invitava alla calma.

Diretta dalla Camera dei deputati







mercoledì 11 febbraio 2015

I nomi dei politici indagati per peculato e truffa Regione Marche

ANCONA - Nell'inchiesta della Procura di Ancona sulle spese della Regione sono coinvolti anche l'attuale governatore Gian Mario Spacca e il presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi. Pranzi e cene, spesso con persone estranee alla Regione o non identificate. E ancora spese postali, manifesti, consulenze, servizi di telefonia considerate dalla procura.  E'  questo che la procura di Ancona contesta al presidente della giunta Spacca e al presidente del Consiglio regionale Solazzi (oggi entrambi confluiti in Marche 2020). Sono indagati per peculato, assieme ad altri 59 consiglieri di due legislature e cinque addetti ai gruppi. È invece indagata per truffa l'ex consigliere dell'Idv Paola Giorgi, che avrebbe dichiarato di risiedere fuori Ancona, percependo rimborsi chilometrici non dovuti. Nelle oltre 100 pagine di avviso di chiusura delle indagini, in corso di notifica ai 66 indagati, la procura analizza le spese di tutti i gruppi consiliari, scontrino per scontrino. Un lungo lavoro condotto con il supporto tecnico del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, che ha passato al setaccio i conti di due legislature regionali, l'ottava e la nona, dal 2008 al 2012. Ne escono indenni l'attuale vice presidente della Giunta Antonio Canzian (che, eletto consigliere regionale del Pd, è approdato quasi subito al governo della Regione), il consigliere regionale del Pd Letizia Bellabarba, subentrata a Petrini nel 2013 e l'assessore esterno Pietro Marcolini.
Secondo gli inquirenti, nel 2008, in quanto presidente del monogruppo l'Unione per le Marche, il governatore Gian Mario Spacca si sarebbe «appropriato indebitamente» di 15.445,23 euro per spese postazioni, di redazione, di stampa e diffusione di manifesti, e spese di ristorazione. Nello specifico: 3.658, 23 euro per spese di spedizione del periodico 'Marche Domani', e 11.787,00 euro per pranzi e cene, con documentazioni di rimborso carenti. Nel 2009, il presidente si sarebbe «appropriato», secondo la procura, di 14.258,35 euro. Una somma che si articola in spese non sufficientemente documentate, o non inerenti alle attività del gruppo, per manifesti, ristoranti, servizi di telefonia e per la stampa di 55 mila copie del «periodico filosofico culturale Koinè», oltre che per l'acquisto di traffico sms sul sito Aruba. Altri 5.273 euro vengono contestati a Spacca per l'anno 2010, per rimborsi legati ad attività di rappresentanza, servizi postali, cancelleria e telefonia, e per spese di ristorazione (1.647 euro) e acquisto di traffico Sms su Aruba (765 euro). Nella nona legislatura Spacca è stato rieletto con la lista 'Gian Mario Spacca presidente', ed è nella veste di responsabile della gestione dei fondi del gruppo, che i magistrati gli chiedono conto di 4.152,84 euro di spese per ristoranti, spese postali e bolli, viaggi e per la partecipazione ad eventi.
Questo l'elenco così come compare nell'avviso di chiusura delle indagini: 
Luca Acacia Scarpetti, Francesco Acquaroli, Fabio Badiali, Stefania Benatti, Massimo Binci, Giuliano Brandoni, Ottavio Brini, Raffaele Bucciarelli, Giacomo Bugaro, Gianluca Busilacchi, Valeriano Camela, Giuseppe Canducci, Franco Capponi, Adriano Cardogna, Mirco Carloni, Guido Castelli, Graziella Ciriaci, Francesco Comi, Giancarlo D'Anna, Massimo Di Furia, Antonio D'Isidoro, Sandro Donati, Paolo Eusebi, Andrea Filippini, Elisabetta Foschi, Enzo Giancarli, Sara Giannini, Roberto Giannotti, Paola Giorgi, Dino Latini, Leonardo Lippi, Marco Luchetti, Maura Malaspina, Katia Mammoli, Enzo Marangoni, Luca Marconi, Erminio Marinelli, Francesco Massi Gentiloni Silveri, Almerino Mezzolani, Luigi Minardi, Adriana Mollaroli, Giulio Natali, Rosalba Ortenzi, Fabio Pagnotta, Pietro Enrico Parrucci, Paolo Perazzoli, Paolo Petrini, Giuseppe Pieroni, Moreno Pieroni, Fabio Pistarelli, Cesare Procaccini, Mirco Ricci, Roberto Oscar Ricci, Lidio Rocchi, Franca Romagnoli, Angelo Sciapichetti, Daniele Silvetti, Vittoriano Solazzi, Franco Sordoni, Gian Mario Spacca, Oriano Tiberi, Gino Traversini, Umberto Trenta, Luigi Viventi, Roberto Zaffini, Giovanni Zinni.

Ragazza Ucraina - Video da pelle d'oca Петро Порошенко



Questa giovane ragazza attacca pesantemente i media: "Noi non meritiamo di morire per una guerra voluta dai potenti! La TV ci prende in giro! L'informazione ci mente!" 

martedì 10 febbraio 2015

Partecipa, diffondi e supporta la campagna #firmeRAI

Dal 7 maggio dell'anno 2014 la commissione di Vigilanza Rai di cui sono il presidente ha proposto modifiche per rendere la RAI più equa nel pagamento del canone, più attenta a chi vuole imparare le lingue, più vicina a artisti e registi esordienti, più rispettosa dei bambini. 
Tutte queste proposte sono contenute nel nuovo contratto di servizio, che, però, giace da mesi nei cassetti del Ministero dello Sviluppo Economico e non si sa quando sarà sottoscritto. Vogliamo tutti un servizio televisivo nuovo, di cui andare fieri! Il Ministero e la Rai ne devono tenere conto, per questo vi chiediamo di farglielo sapere. 
Per migliorare la Rai basta una firma.

Adesso abbiamo l’opportunità di ottenere un servizio migliore dalla RAIun canone più equo, più protezione per i bambini, più lingue straniere, più servizi per i disabili, più trasparenza. Tutto questo è possibile grazie al nuovo Contratto di Servizio elaborato e proposto dalla Commissione di vigilanza RAI. Aiutateci a farlo approvare, perché in questo momento RAI e Ministero dello Sviluppo Economico lo tengono bloccato.
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lunedì 9 febbraio 2015

Manlio Di Stefano (M5S) Un salto indietro di 20 anni (VIDEO)


Forse non tutti sanno che, con l'elezione di Sergio Mattarella, potremmo assistere per la seconda volta a un Presidente della Repubblica italiano che si reca a testimoniare per il processo sulla trattativa stato-mafia.

Eh sì perché Sergio Mattarella è stato inserito, dagli avvocati di Nicola Mancino, tra i testimoni per chiarire il motivo per il quale la Democrazia Cristiana, sotto il governo Amato nel 1992, sostituì il Ministro dell'Interno Scotti (vicino a Falcone) con il loro assistito.

Di quella D.C. il nostro Mattarella era vice segretario nazionale e, l'allora segretario nazionale Forlani, ha recentemente dichiarato che l'avvicendamento dei due ministri fu deciso dall'ufficio politico di cui Mattarella faceva parte.
Insomma, verrebbe da dire che abbiamo fatto un salto indietro di 20 anni.
Anche di questo ho parlato ieri a Fiano Romano durante il dibattito sulla trattativa Stato-Mafia.
Guardate il video, è un po' lungo ma credo serva a chiarire qualche punto...

venerdì 6 febbraio 2015

#5giornia5stelle del 6 Febbraio 2015 - #Boschi-gate



Il TG del Movimento Cinque Stelle da far vedere ad...amici...parenti...famigliari...tramite TABLET...SMARTPHONE...PC...siamo attivisti informiamo i cittadini disinformati e teniamoli al corrente di quanto succede nelle aule dei palazzi 


martedì 3 febbraio 2015

Giuramento del PRESIDENTE della REPUBBLICA 03/02/2015 (VIDEO)



Discorso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Nazione.

3 febbraio 2015 .


”Signora Presidente della Camera dei Deputati, Signora Vice Presidente del Senato, Signori Parlamentari e Delegati regionali,Rivolgo un saluto rispettoso a questa assemblea, ai parlamentari che interpretano la sovranità del nostro popolo e le danno voce e alle Regioni qui rappresentate. Ringrazio la Presidente Laura Boldrini e la Vice Presidente Valeria Fedeli. Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte al voto.

Un pensiero deferente ai miei predecessori, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, che hanno svolto la loro funzione con impegno e dedizione esemplari. A loro va l'affettuosa riconoscenza degli italiani.Al Presidente Napolitano che, in un momento difficile, ha accettato l'onere di un secondo mandato, un ringraziamento particolarmente intenso. Rendo omaggio alla Corte Costituzionale organo di alta garanzia a tutela della nostra Carta fondamentale, al Consiglio Superiore della magistratura presidio dell'indipendenza e a tutte le magistrature.


Avverto pienamente la responsabilità del compito che mi è stato affidato.La responsabilità di rappresentare l'unità nazionale innanzitutto. L'unità che lega indissolubilmente i nostri territori, dal Nord al Mezzogiorno. Ma anche l'unità costituita dall'insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini. Questa unità, rischia di essere difficile, fragile, lontana. L'impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze.

La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo.Ha aumentato le ingiustizie.Ha generato nuove povertà.Ha prodotto emarginazione e solitudine.Le angosce si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi.Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno, la perdita di occupazione, l'esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali. Sono questi i punti dell'agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo.
Dobbiamo saper scongiurare il rischio che la crisi economica intacchi il rispetto di principi e valori su cui si fonda il patto sociale sancito dalla Costituzione.Per uscire dalla crisi, che ha fiaccato in modo grave l'economia nazionale e quella europea, va alimentata l'inversione del ciclo economico, da lungo tempo attesa. E' indispensabile che al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita, da articolare innanzitutto a livello europeo.Nel corso del semestre di Presidenza dell'Unione Europea appena conclusosi, il Governo – cui rivolgo un saluto e un augurio di buon lavoro – ha opportunamente perseguito questa strategia.
Sussiste oggi l'esigenza di confermare il patto costituzionale che mantiene unito il Paese e che riconosce a tutti i cittadini i diritti fondamentali e pari dignità sociale e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l'eguaglianza.L'urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte.Esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente.
Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito.Penso alle imprese, piccole medie e grandi che, tra rilevanti difficoltà, trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sui mercati internazionali.Penso alla Pubblica Amministrazione che possiede competenze di valore ma che deve declinare i principi costituzionali, adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni. Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana.


Parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza.Perché questa speranza non rimanga un'evocazione astratta, occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società. A questa azione sono chiamate tutte le forze vive delle nostre comunità in Patria come all'estero. 

Ai connazionali nel mondo va il mio saluto affettuoso. Un pensiero di amicizia rivolgo alle numerose comunità straniere presenti nel nostro Paese.La strada maestra di un Paese unito è quella che indica la nostra Costituzione, quando sottolinea il ruolo delle formazioni sociali, corollario di una piena partecipazione alla vita pubblica.La crisi di rappresentanza ha reso deboli o inefficaci gli strumenti tradizionali della partecipazione, mentre dalla società emergono, con forza, nuove modalità di espressione che hanno già prodotto risultati avvertibili nella politica e nei suoi soggetti. 
Questo stesso Parlamento presenta elementi di novità e di cambiamento.La più alta percentuale di donne e tanti giovani parlamentari. Un risultato prezioso che troppe volte la politica stessa finisce per oscurare dietro polemiche e conflitti. I giovani parlamentari portano in queste aule le speranze e le attese dei propri coetanei. Rappresentano anche, con la capacità di critica, e persino di indignazione, la voglia di cambiare. A loro, in particolare, chiedo di dare un contributo positivo al nostro essere davvero comunità nazionale, non dimenticando mai l'essenza del mandato parlamentare. L'idea, cioè, che in queste aule non si è espressione di un segmento della società o di interessi particolari, ma si è rappresentanti dell'intero popolo italiano e, tutti insieme, al servizio del Paese.Tutti sono chiamati ad assumere per intero questa responsabilità. Condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni è intendere la politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti.E' necessario ricollegare a esse quei tanti nostri concittadini che le avvertono lontane ed estranee. 
La democrazia non è una conquista definitiva ma va inventata continuamente, individuando le formule più adeguate al mutamento dei tempi.E' significativo che il mio giuramento sia avvenuto mentre sta per completarsi il percorso di un'ampia e incisiva riforma della seconda parte della Costituzione.Senza entrare nel merito delle singole soluzioni, che competono al Parlamento, nella sua sovranità, desidero esprimere l'auspicio che questo percorso sia portato a compimento con l'obiettivo di rendere più adeguata la nostra democrazia.Riformare la Costituzione per rafforzare il processo democratico. Vi è anche la necessità di superare la logica della deroga costante alle forme ordinarie del processo legislativo, bilanciando l'esigenza di governo con il rispetto delle garanzie procedurali di una corretta dialettica parlamentare.Come è stato più volte sollecitato dal Presidente Napolitano, un'altra priorità è costituita dall'approvazione di una nuova legge elettorale, tema sul quale è impegnato il Parlamento. Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. E' una immagine efficace.All'arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L'arbitro deve essere – e sarà – imparziale. I giocatori lo aiutino con la loro correttezza.
Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione. La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno.Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro.Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro.Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale.


Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici.Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace. Significa garantire i diritti dei malati.Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale. Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi. Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità.Significa sostenere la famiglia, risorsa della società.Significa garantire l'autonomia ed il pluralismo dell'informazione, presidio di democrazia.Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo.

Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva. Garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un senso forte della legalità. La lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute.La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile. Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini.Impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato.Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci. L'attuale Pontefice, Francesco, che ringrazio per il messaggio di auguri che ha voluto inviarmi, ha usato parole severe contro i corrotti: «Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini».
E' allarmante la diffusione delle mafie, antiche e nuove, anche in aree geografiche storicamente immuni. Un cancro pervasivo, che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti. Dobbiamo incoraggiare l'azione determinata della magistratura e delle forze dell'ordine che, spesso a rischio della vita, si battono per contrastare la criminalità organizzata. Nella lotta alle mafie abbiamo avuto molti eroi. Penso tra gli altri a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Per sconfiggere la mafia occorre una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci. E una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere. Altri rischi minacciano la nostra convivenza. Il terrorismo internazionale ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti. Siamo inorriditi dalle barbare decapitazioni di ostaggi, dalle guerre e dagli eccidi in Medio Oriente e in Africa, fino ai tragici fatti di Parigi. Il nostro Paese ha pagato, più volte, in un passato non troppo lontano, il prezzo dell'odio e dell'intolleranza. Voglio ricordare un solo nome: Stefano Taché, rimasto ucciso nel vile attacco terroristico alla Sinagoga di Roma nell'ottobre del 1982. Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano. 
La pratica della violenza in nome della religione sembrava un capitolo da tempo chiuso dalla storia. Va condannato e combattuto chi strumentalizza a fini di dominio il proprio credo, violando il diritto fondamentale alla libertà religiosa.Considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell'ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore.La minaccia è molto più profonda e più vasta. L'attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza. Per minacce globali servono risposte globali. Un fenomeno così grave non si può combattere rinchiudendosi nel fortino degli Stati nazionali. I predicatori d'odio e coloro che reclutano assassini utilizzano internet e i mezzi di comunicazione più sofisticati, che sfuggono, per la loro stessa natura, a una dimensione territoriale.
La comunità internazionale deve mettere in campo tutte le sue risorse.Nel salutare il Corpo Diplomatico accreditato presso la Repubblica, esprimo un auspicio di intensa collaborazione anche in questa direzione. La lotta al terrorismo va condotta con fermezza, intelligenza, capacità di discernimento. Una lotta impegnativa che non può prescindere dalla sicurezza: lo Stato deve assicurare il diritto dei cittadini a una vita serena e libera dalla paura. Il sentimento della speranza ha caratterizzato l'Europa nel dopoguerra e alla caduta del muro di Berlino. Speranza di libertà e di ripresa dopo la guerra, speranza di affermazione di valori di democrazia dopo il 1989. Nella nuova Europa l'Italia ha trovato l'affermazione della sua sovranità; un approdo sicuro ma soprattutto un luogo da cui ripartire per vincere le sfide globali. L'Unione Europea rappresenta oggi, ancora una volta, una frontiera di speranza e la prospettiva di una vera Unione politica va rilanciata, senza indugio.


L'affermazione dei diritti di cittadinanza rappresenta il consolidamento del grande spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.

Le guerre, gli attentati, le persecuzioni politiche, etniche e religiose, la miseria e le carestie generano ingenti masse di profughi. Milioni di individui e famiglie in fuga dalle proprie case che cercano salvezza e futuro proprio nell'Europa del diritto e della democrazia. E' questa un'emergenza umanitaria, grave e dolorosa, che deve vedere l'Unione Europea più attenta, impegnata e solidale.L'Italia ha fatto e sta facendo bene la sua parte e siamo grati a tutti i nostri operatori, ai vari livelli, per l'impegno generoso con cui fronteggiano questo drammatico esodo.A livello internazionale la meritoria e indispensabile azione di mantenimento della pace, che vede impegnati i nostri militari in tante missioni, ¬ deve essere consolidata con un'azione di ricostruzione politica, economica, sociale e culturale, senza la quale ogni sforzo è destinato a vanificarsi. Alle Forze Armate, sempre più strumento di pace ed elemento essenziale della nostra politica estera e di sicurezza, rivolgo un sincero ringraziamento, ricordando quanti hanno perduto la loro vita nell'assolvimento del proprio dovere.Occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché la delicata vicenda dei due nostri fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trovi al più presto una conclusione positiva, con il loro definitivo ritorno in Patria.
Desidero rivolgere un pensiero ai civili impegnati, in zone spesso rischiose, nella preziosa opera di cooperazione e di aiuto allo sviluppo. Di tre italiani, padre Paolo Dall'Oglio, Giovanni Lo Porto e Ignazio Scaravilli non si hanno notizie in terre difficili e martoriate. A loro e ai loro familiari va la solidarietà e la vicinanza di tutto il popolo italiano, insieme all'augurio di fare presto ritorno nelle loro case. Onorevoli Parlamentari, Signori Delegati,Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l' ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo.Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani:il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi. i volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltàil volto di chi soffre, dei malati, e delle loro famiglie, che portano sulle spalle carichi pesanti.
Il volto dei giovani che cercano lavoro e quello di chi il lavoro lo ha perduto.Il volto di chi ha dovuto chiudere l'impresa a causa della congiuntura economica e quello di chi continua a investire nonostante la crisi. Il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri.Il volto di chi non si arrende alla sopraffazione, di chi lotta contro le ingiustizie e quello di chi cerca una via di riscatto.Storie di donne e di uomini, di piccoli e di anziani, con differenti convinzioni politiche, culturali e religiose.Questi volti e queste storie raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro e solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace.

Viva la Repubblica, viva l'Italia!”